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ANNUNCIAZIONE

Come si può capire, sto curando poco il mio blog, ma sono davvero impegnatissimo. Sto rivedendo i brani del mio secondo libro e contemporaneamente sto scrivendo tre piccoli romanzi che vorrei inserire in un unico futuro libro. Sono a buon punto, avendone completato uno e quasi completato il secondo. Per quanto riguada il terzo, mi è venuto in mente di riscrivere in modo poetico uno dei vangeli, farlo seguendo lo stile che adopero nelle mie piccole prose. Sicuramente questo è un progetto molto ambizioso. In anteprima vorrei proporvi solo il pezzo che ho già scritto e che riguarda l’annunciazione a Maria.

immy annunciazione

 

Nel tiepido contorno d’un tardo meriggio, ancor dipinto dalle ultime pennellate d’un tramonto, che lento s’affievolisce, il tuo guardare accompagna i pensieri a smarrirsi in un domani che nulla mostra di se.
Pura semplicità sei, o giovin fanciulla, e figlia di essa è la luce c’accende il dolce tuo viso, quando nella penombra della stanza, volgi un sospiro al crepuscolo, mentre di cor un palpito, s’invola verso il mite Giuseppe, che inginocchiato nella solennità d’una promessa, eterno amor t’avea donato, mentre una nuova sensazione dipingeva un acceso rossore sulle gote tue, e nel cor, come uragani, vorticavan emozioni.
Quando, tondeggiando, s’accendea la luna, il ciel parea commosso nel mirar gli sguardi tuoi, e nell’udir d’amor sospiri, ch’eran casti messaggeri, affidati al trasportar ventoso, acchè giungean a chi, tra il profumo d’un legno in attesa di divenir decoro, auspicava il materializzarsi dinanzi ai suoi occhi, del tuo viso tuo lucente, che d’animo e di cor, ogni subbuglio chetar sapea. L’impazienza d’un attesa, lungo fa divenir questo cucir corredo, tal che i minuti, paion di stanchezza pervasi, fino a rallentar cammino, mentre il dipinger tela con fine ricamo, arrossar fa gli occhi che catturan l’ultima luce d’un giorno giunto ormai, nei pressi della sera.
Non costa tutto ciò, a te fatica, tutto sa divenir lievità, quando l’amor ispira e pare crear magie, tal che fin i sospiri, sembran divenir filo di preziosa seta, col qual ricamar il nobil sentimento.
Par attardarsi il tardo meriggio a declinare, il cremisi e l’arancio colmi d’amore, si fondono in un abbraccio e l’imbrunire, appena solcato le porte dell’oriente, timido s’è fermato in attesa, quasi a non voler privare, ai due amanti adagiati sulle soglie d’un crepuscolo, la visione di ciò che sarà storia per l’eterno.
Ormai par quasi udire, i lunghi passi non più lontani, coi quali s’appresta a giunger l’ora del desinare, e già il focolare risuona del crepitar di ciocchi, mentre la fiamma, favillando tremula, anela un lambir di coccio, ove erbe e legumi diverranno sposi, per poi giacere in fumanti scodelle poste sull’altare della sera.
T’appresti o Maria a riporre il cucito, per dar luogo, prima del soggiunger dei tuoi, a questa alchimia, che donerà momenti, che trasformeran il cenare insieme, nel sentirsi singole parti di unità, quella di una famiglia.
Pensi al momento in cui, tu e Giuseppe sarete sposi, e t’accorgi di come i giorni si susseguono con lentezza, quasi come lo snocciolar di grani di rosario, forse perché la vita stessa è una lunga preghiera.
Mentre attraversi ancora i tuoi pensieri, dalla finestra aperta, entra un vento leggero, recando con se, un lieve profumo di fiori.
Nella stanza, dalle arcuate volte, scendono bianche nubi, accese da tenue, calda luce, e attenuando echi di remoti cori di celeste armonia, che in esse paion avere origine, si fermano galleggiando a mezz’aria.
Quasi incorporeo, da quel cielo in terra sospeso nell’aria, scende un puro spirito dall’umane fattezze, tale è la sua bellezza, che nulla par oltre concepibile.
Ti stupisci, di come il timore non riesca a convincere la serenità a cedergli il posto nell’animo tuo, in fondo il chiarore emesso dal portento, è pura essenza di benessere e costituisce per te, fonte di contagio.
Una voce simile al lieve canto di brezze leggere, che paion poetar rinascite di primavera, senza attraversar il filtro della mente, giunge direttamente al cuore: “Salve Maria, puro è l’animo tuo, così come l’acqua che gocciando, stilla da neve immacolata, mentre azzurrità di terso cielo, che catturar sa il guardare, son gli occhi tuoi, limpide acquemarine che indican il sentiero che destina il cammino, ai piedi del tuo cor tuo, di grazia ricolmo.
Nel tuo ventre, virgineo tempio il cui lindore sconosce l’onta della macchia dell’original altrui peccare, il creatore ha già posto la sua idea, che divenendo carne, vestirà l’esser uomo, per divenir agnello da immolar sull’altare del mondo, a riscatto dell’umana redenzione, dando alla morte, sol breve illusione di vittoria, fino fargli assaggiare, quando si giungerà all’ultimo istante dei tempi, l’amaro fiele della consapevolezza dell’inevitabile, definitiva sconfitta.
Tema non abbia il cor tuo o Maria, e se anche in principio, per il buon Giuseppe, ostico sarà il comprendere, verrà un sogno, etereo messaggero delle notti, che con la mano della dolcezza, districherà ciò che per lui è l’ingarbugliata matassa di una logica accettazione di quello che l’apparenza veste con i panni dell’incredibile.
Ave o prescelta fra tutte le donne, prima stella d’un tardo tramonto e divin scintilla c’accende ogni aurora, sorriso che dona speranza nelle buie notti e stilla l’amor puro che muove il creato”.
Al proferir di quest’ultime parole, ancor prima che l’attimo vada a trasformarsi in ricordo, tutto svanisce e quasi senza rendertene conto, porti la mano a donar tenera carezza al tuo ventre.
Il silenzio è interrotto solo dal borbottar dei legumi quasi cotti, mentre il tuo sguardo accompagna i pensieri che si rincorrono velocemente, a perdersi in una sera che imbruna sempre più.

(Vito Montalbò)

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre (anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate.

 

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18 Risposte

  1. Sei straordinario!!! Specie leggendo l’ultima parte si prova l’emozione di quel mistero che ha reso una vergine fanciulla , Madre del Verbo Incarnato. Complimenti e che tutto vada secondo i tuoi desideri. Ciao Vito.

    15 aprile 2014 alle 15:56

    • Grazie Lucetta sei sempre gentilissima.

      23 aprile 2014 alle 10:42

  2. sono rimasta incantata..grazie per questo che ci regali ogni tanto..lo custodiamo come un regalino prezioso…come lo sia
    un abbraccio

    15 aprile 2014 alle 17:46

  3. non ti fermare.. hai un dono che non deve essere sprecato…avanti vito… sei un Grande! tutta la mia stima ed amicizia ciao

    15 aprile 2014 alle 18:39

    • Grazie Rosa per le tue parole, gentilissima.

      23 aprile 2014 alle 10:43

  4. Silvia

    Bello come sempre, buona serata caro Vito! 🙂

    15 aprile 2014 alle 18:47

    • Ti ringrazio Silvia,gentilissima.

      23 aprile 2014 alle 10:44

  5. Un vero incanto, sicuramente sarà bellissimo il Vangelo riscritto in modo poetico. Vai fratellone, sei forte, sei bravissimo.
    Un caro saluto, Patrizia

    15 aprile 2014 alle 20:23

    • Ti ringrazio, di vero cuore, sei sempre gentilissima.

      23 aprile 2014 alle 10:44

  6. Leggendo mi è tornata in mente la prof di italiano del liceo, e i poemi che negli anni abbiamo studiato. Che poi io non li odiavo, anzi! Li leggevo con passione! ecco questo passo dell’Annunciazione è un passo di un poema, senza rime ma romanzato! Potresti fare una rivoluzione letteraria riprendendo il vangelo sottoforma di poesia. Potrebbe diventare poetico anche ciò che appare triste e struggente! Buona notte! E complimenti!

    15 aprile 2014 alle 21:44

    • Grazie Aida, gentilissima, è un progetto che vorrei portare avanti, ho scritto questo brano e l’ho postato qui, anche per vedere i votri consigli ed eventualmente proseguire su questa strada.

      23 aprile 2014 alle 10:46

  7. Bravo, ammetto che non sono una lettrice del vangelo, amo molto leggere. ..ma ti posso dire con molta sincerità che questa tua interpretazione, questo tuo modo di scrivere mi è piaciuto molto.
    Complimenti.
    Una buona giornata
    Maria

    16 aprile 2014 alle 06:36

    • Ti ringrazio Maria, sono contento ti sia piaciuto…

      23 aprile 2014 alle 10:47

  8. So schön ich habe den Artikel genossen ist so wahr.Ich wünsche schöne Ostertage.Grüße und Freundschaft.Gislinde

    17 aprile 2014 alle 11:03

    • Dank Gislinde, Sie sind sehr freundlich.

      23 aprile 2014 alle 10:50

  9. Bellissimi versi anche la grafica ti aspettiamo a presto

    20 aprile 2014 alle 15:29

    • Grazie Silvia, di vero cuore, sempre gentile.

      23 aprile 2014 alle 10:48

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