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IL VENDITORE DI PALLONCINI

Voglio riproporre, dopo averlo un pochino modificato, questo brano che ho scritto nel 2008 e che fa parte del libro: pagine di speranza, scritto a più mani con molti altri blogger, il cui ricavato è stato devoluto in beneficienza.

 

Multicolori leggerezze accarezzate dal vento, tondi terminali di un esile filo che ambiscono il rincorrere di nuvole lontane, sono prigioniere speranze in cromatico contrasto con l’azzurro cielo, in attesa di un riscatto che li farà appartenere a piccoli sognatori, e alla loro abilità di perdersi in libere immaginazioni che spaziano.
Il venditore di palloncini, estraneo alle tante allegrie che lo circondano, è fermo sempre lì, con il capo chino, tanti pensieri invadono la sua mente e lo rapiscono, divenendo tarli che rodono nel silenzio di una rassegnazione mai voluta.
Una piccola mano tesa verso di lui, prolungamento di un sorriso che contagia, indica un sogno, non importa il colore, basta che culli la sua fantasia.
Il palloncino ora sarà suo compagno, calamita dei suoi pensieri, fino a quando, un giorno, ricevuto la libertà, volerà lontano, verso ignoti orizzonti.
Vanno via uno dopo l’altro, i palloncini, il venditore alimenta tanti sorrisi, in tanti piccoli occhi vede dipinto il luccichio della gioia, ma i suoi pensieri, con insaziabile voracità, continuano a divorare la mente, ….quelle spensieratezze non appartengono a suo figlio, le sue mani non possono reggere il filo legato a quelle fantasie.
Il calar della sera, osserva il suo rientro a casa, che giunge a colmare una breve assenza, il suo piccolo angelo, immobile nella sua forzata prigionia, lo attende per vedere la luce di tanti piccoli sorrisi, ancora impressa nei suoi occhi.
Il tenero bacio sulla piccola fronte invasa da ghirigori di biondi riccioli, è
anche il distogliere lo sguardo, per dare tempo a una lacrima, di solcare il suo viso, ormai avvezzo ai quei rigagnoli del dolore.
La mente è una fucina incandescente di domande dalle scarne risposte,
plasmate però, dalle pietose mani di una flebile speranza, che mai varcherà i confini che portano in quella valle dove tutto è tramonto.
Immagini di campi ammantati di erbe rase, nei quali suo figlio rincorre il
vento, seppur abbiano il sapore di una remotissima aspettativa che contrasta con il reale, non smettono mai di essere proiettate dentro di se.
Perchè i suoi palloncini rendono felici gli altri bimbi, ma non intaccano la tristezza del suo?
In preda a tanti quesiti, si affaccia mesto alla finestra, quasi a chiedere al
fresco vento, resinoso ambasciatore delle fragranze della notte, di rapire i suoi pensieri e farne dono ai monti che, ipnotizzati da una pallida luna, lo guardano da lontano.
Come fosse un sogno, vede una colonna di oggetti sorvolare l’orizzonte e
avvicinarsi lentamente: “Mah!, ma quelli sono palloncini, si distinguono i colori, vengono in questa direzione…”.
Man mano si avvicinano, sempre più, la confusione regna nella sua mente, a ondate, i suoi pensieri si accavallano senza un logico controllo, com’è possibile? ormai sono vicini, uno per volta entrano dalla finestra, …rosso …bianco …azzurro …verde …giallo …arancio … improvvisamente, no, non è possibile, suo figlio ha mosso, ha allungato le mani.
Arrivano uno per volta e quando sono di fronte al piccolo, scoppiano, a ogni scoppio, non il loro naturale rumore, ciò che producono, ma si ode la voce di un bimbo: “Ti voglio bene…”, “non arrenderti mai…”, “hai un bel sorriso, mostralo…”, “forza, guarirai…”.
Con gli occhi pieni di lacrime, vede suo figlio che batte le mani: “Mio Dio, ma cosa succede?”, il bimbo sorride come mai aveva visto fare prima, è un inizio.
Un pianto a dirotto sfocia in un abbraccio da sempre atteso, partecipe.
Un lampo nella sua mente, e tutto diventa chiaro, quelli sono i suoi palloncini, ai quali, i tanti bambini hanno affidato un potente messaggio d’amore, prima di liberarli sulle dolci ali di un vento che accarezza la sera.

Vito

 

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre (anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate.

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19 Risposte

  1. Sabry

    Il tuo bellissimo racconto ci dona speranza.. quella speranza che auguro non abbandoni mai nessuno dei nostri cuori..
    di madri e padri, di fratelli e sorelle o di amici.. nipoti..
    la speranza che per ogni storia, anche la più triste, possa sempre esserci un lieto fine.
    Un forte abbraccio, fratellone. Sabry

    26 giugno 2013 alle 15:22

    • Sabry

      Ho “scordato” i figli… la nostra gioia più grande e la speranza immensa che doniamo al futuro stesso…

      26 giugno 2013 alle 15:27

  2. bellissimo post ,un rapporto cosi profondo e con senso bello e saggio..grazie per questo ,,,e’magnifico
    serena serata carissimo vito

    26 giugno 2013 alle 16:38

  3. bello! come sempre ciò che scrivi Vito…serena notte

    26 giugno 2013 alle 19:23

  4. Bello e commovente!!!!! Buona serata caro Vito.

    26 giugno 2013 alle 20:41

  5. ReS

    Ciao Vito,
    da un po’ di tempo non entravo nel tuo blog (pressanti impegni mi hanno tenuta lontana dal web negli ultimi mesi), ma oggi
    sono riuscita a tornare qui e ho potuto leggere tutto quanto mi ero lasciata sfuggire.
    In questo ultimo racconto, oltre al tuo solito stile fluido ed armonioso, ho trovato un messaggio molto profondo che è quello
    della forza dell’Amore e del suo potere curativo. L’amore può guarire ogni dolore sia fisico che morale. Anche le semplici
    carezze sembra abbiano un forte impatto sul sistema immunitario e questo pare che ogni madre istintivamente lo sappia
    accarezzando i figli quando stanno male. Le mani di una madre possono fare molto!
    Amare porta sempre buoni risultati, dobbiamo quindi lasciar fluire da noi la maggior quantità possibile di amore,
    ben sapendo che saremo poi ripagati da tanto amore di ritorno, anche se questo non deve essere il principale movente.
    Sono convinta che l’umanità si stia incamminando verso un futuro improntato su rapporti più armoniosi e amorevoli,
    perchè questo è il suo destino, previsto fin dall’inizio dei tempi.
    Ti ringrazio infinitamente per la tua assidua presenza nel mio website, anche se io non lo sono altrettanto nel tuo.
    Conosci però il mio apprezzamento per il tuo “sentire”…..per la tua gentilezza e sensibilità che trapela da ogni tuo scritto.
    Un carissimo saluto. Vale

    27 giugno 2013 alle 09:29

  6. (Poi me lo rileggo, vito)

    Ciao, Vito. Il papa polacco disse di Sandro pertini, ateo: “lui la fede ce l’ha negli occhi”, e credo lo avrebbe detto anche per Margherita Hack, in nome di un dio che guarda alle opere, al cuore ed alla semplicita’ e non soltanto ai “signore, signore” come diceva Cristo stesso-”non dovete seguire precetti di uomini, ma….” .

    Lei era grande quanto era piccola nel suo essere alla mano, in mezzo alla gente, e nel suo non credersi superiore. “Professoressa Hack, lei ha questo dono…”. Lei rispose “ma he dono, io ho studiato in questo campo…e tutti con l’impegno possono fare tutto!”. Aveva dato “dell’intelligente” a tutti noi.

    Bellissima era stata la sua iniziativa di insegnare l’astronomia ai bambini..giocando (“tu sei il Sole, gira intorno a te stesso, ma piano, lui e’ Mercurio che girera’ su se’ stesso ed intorno a te…” diceva lei ai piccoli “allievi” e, durante la “recitazione”, spiegava….qualcosa del genere. Magari il bambino che recitava la parte di “saturno” portava una specie di salvagente-o di hula hoop- per simulare gli anelli).

    Ciao Vito.

    30 giugno 2013 alle 19:34

  7. Toccante,poetico,profondo!Molto bello..baci 🙂

    2 luglio 2013 alle 23:29

  8. Buona giornata, piacere di averti ritrovato:-)

    4 luglio 2013 alle 15:13

  9. A volte bastano piccole cose per far sgorgare dal cuore una grande gioia. Mi ha commosso questo tuo racconto, Vito… bellissimo! Un forte abbraccio e a presto ♥

    4 luglio 2013 alle 18:29

  10. Schöner Beitrag wünsche ein schönes Wochenende.Gruß Gislinde

    4 luglio 2013 alle 19:44

  11. Fantastico fratellone, per un padre vedere il proprio figlio sorridere è importantissimo. Che racconto toccante, emozionante.
    Bellissimo. Un salutone grande grande

    8 luglio 2013 alle 19:47

  12. Ciao Vito. E’ una canzone folk irlandese..non e’ molto famosa, effettivamente, ed e anche semplice, come struttura musicle e testo. Piacevole da ascoltare.. “perde un po’” perche’ non e’ da sala di incisione…sembra che stiano provando..
    Ma non ho torvato dove questa cantante la canta senza “applausi” o presentazioni. Ciao Vito, e grazie.

    (Mi era sfuggito un particolare importante, “devoluto in benefcienza”, lo apprezzo molto Vito)

    Marghian

    9 luglio 2013 alle 11:12

  13. Ciao Vito, complimenti per la bella iniziativa e per questo brano farcito di amore e tenerezza, sentimenti che tutti condividiamo per i nostri figli, ai quali vorremmo donare tutti i palloncini del mondo, anche quando sono grandi, io al mio in questo momento, vorrei dare il palloncino del lavoro, un palloncino anche piccolo, ma che gli togliesse quell’aria di smarrimento e di incertezza che gli leggo negli occhi. Grazie, un caro saluto, Maria

    10 luglio 2013 alle 07:20

  14. Uno spaccato di vita che fortemente risalta tra le righe di questo stralcio di emozioni intense…
    Complimenti, Vito…
    Ros

    10 luglio 2013 alle 14:19

  15. Emozionante è dir poco, soprattutto per il nobile intento per il quale è stato scritto…. ciao Vito!

    11 luglio 2013 alle 17:43

  16. Ciao, Vito.. io ti ringrazio, per il tuo apprezzamento. Io guardo alle tue pagine con lo stesso sentimento di “arricchimento”, cosi’ come guardo alle pagine che trattano di cose che non so…ovvero di cose che so, ma che magari sono scritte…da chi ne sa di piu’, fosse anche un piccolo particolare- “oops, questo mi mancava..”-.
    Leggere (anche in web), parlarsi, serve a questo (arricchimento reciproco). Ciao Vito, serena serata 🙂

    Marghian

    16 luglio 2013 alle 17:17

  17. Ti lascio qui un caro saluto, Vito…
    Ros

    19 luglio 2013 alle 15:20

  18. Oh, vito..ciao. Io ci sono sempre, ma certe sere non riesco a scrivere piu’ di due, tre commenti… o qualche sera non apro il blog… guardo l’orologio del pc, e vedo che l’ora di farmi la cena si avvicina. NOn si ha tempo, purtroppo.

    Quella frase, “bisogna sapere da dove veniamo per capire dove andiamo” e’ vera; pur se non e’ detto che, sapendo da dove veniamo, si sappia anche dove andiamo (persino chi avesse una tale memoria storica da arrivare ad un diretto antenato di millenni fa…. non saprebbe dove sarebbe destinato ad arrivare); pero’, conoscere le proprie radici, avere un bagaglio di esperienze individuali e collettive aiuta, e’ di memoria che siamo fatti, tutti noi.

    Questa festa, anche se non e’ unica nelle sue modalita’, e’ comunque suggestiva e perticolare. Ciao Vito.

    Marghian

    4 settembre 2013 alle 19:23

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