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SALE LA MAREA

Non sempre l’amore è fonte di gioia, a volte sa far soffrire tanto. Sono momenti di grande dolore, ma la speranza nel domani, anche se può sembrare lontana, deve rimanere sempre viva… Ho provato ad immaginare come possano essere quei momenti….

Sentori di lentezza, dona il tempo nel suo  percorrere l’astratto sentiero che mai, vedrà il materializzarsi di un traguardo. I minuti diventano abili artisti, quando si esibiscono sul palco della tua vita, nella riuscita imitazione dell’eternità, donando all’apparenza, potere di convinzione. Il rumore del mare che musica i tuoi silenzi, è un distratto udire posto ai margini dell’indifferenza,  quasi un monotono ripetere d’identico mantra, da parte di orizzonti lontani. Ti accorgi di come l’amore, quando ti rendi conto, che più non è stella polare nel cielo della tua esistenza, sappia lasciare nelle vie dell’animo, irrisolti interrogativi che sanno far male, e quegli stessi petali che prima eran soavità di carezza, ora sono urticanti ricordi di carta vetrata. Ormai è divenuta locandina del film della tua vita, l’immagine del suo addio, quando, con parole che parevano stonati adorni di un arredo, ti disse che il suo cuore non era più in grado di leggere la musica dell’amore, sul pentagramma del tuo. In quell’istante, un forte brusio, che nasceva nell’orizzonte, pian piano, in rapido crescendo, si è trasformato nell’urlo acuto simile a quello di vecchie streghe lambite da fiamme di rogo, che lacerando l’aria, è giunto con unghie appuntite a graffiarti l’anima, spargendovi sopra, manciate di sale. I sentieri che costeggiano il tuo cuore, non hanno più offerto, visione di verdi valli assopite sul guanciale della primavera, ma si affacciavano su di uno scuro dirupo che invitava a sporgersi ben oltre il limitare, per meglio udire un incomprensibile sovrapporsi di caotiche voci che provenivano da un fondo che non c’era, e le ringhiere, che dovevan protegger cammino, sembravano volersi abbassare e sconoscere stabilità. Da quel momento, il nebbioso velo della solitudine, ha limitato i dintorni e la tua interiorità , celandoti al guardare, quell’alba che può illuminare la vita, con la luce di nuovi amori. Cosa vuole quella voce che senti dentro di te e che già da un po’, cerca di farsi largo con decisa insistenza? parla di questo mare, intorpidito da clamor di tempesta, ma capace di nuove limpidezze e altre pennellate di tramonti. Ti racconta dei fiori del giardino della speranza, che pur vittime dello sfidar d’intemperie, attendono sempre l’apparir di nuovo sole, senza mai abbandonarsi all’appassire, …..ma cosa ne sa lei del tuo dolore? eppure dovrebbe conoscerti. In fondo, anche se non lo vuoi ammettere, quella voce non ti dispiace, non si veste mai d’arroganza, ed è dolce come il tepore di un raggio di sole che annuncia il disgelo, o dirada lentamente le malinconiche foschie del mattino. Distrattamente ti chiedi se per caso è parte di una te, quella che sapeva spingere  lo sguardo oltre un adombrar di nuvole e che hai rinchiuso nel torrione eretto nell’animo, con i mattoni della tristezza, dal quale, sempre più cerca di evadere, per riprendere quel trono che è stato suo e sul quale ora siede colei che preferisce guardare l’ombra, anziché la sua genitrice illuminata dal sole. Costa fatica, ammetterlo a te stessa, ma in fondo quella voce ti dona un po’ di calore, con potenza di binocolo, porta nitidezza a cose che intravedi molto lontane, indefinite, facendoti riscoprire quegli orizzonti che prima erano vicinanze. Senti il suono del mare che accompagna il lento sollevar d’acque, verso il rinnovato sogno d’accarezzar la luna, non è più monotonia, ma romantico musicare. E’ saggio coltivare un sogno che è figlio dell’impossibile? …..eccola, la solita voce, porge una domanda che divien risposta: “chi decide se una cosa è impossibile? sperare nel domani non è impossibile, abbatti questo muro di torrione e capirai, che quasi mai, ciò che isola, protegge”.  “…quasi mai ciò che isola, protegge…”, potere di fuoco han queste parole, senti dentro di te, un ruotar vorticoso che insidia le pareti dello stomaco e sale nel petto, premendo con la forza di tanti tuoi perché, sospesi in un limbo dove qualsiasi risposta vien bandita, e l’interrogativo resta regnante assoluto. Un’ondata di piena, giunge improvvisa ad abbattere gli argini dell’animo, trasformandosi in un pianto incontrollato, violento, un pianto diverso dal solito e che sembra recar dono di leggerezza. Era da tempo che non riuscivi a veder lontano, fino all’alba del domani, chissà, forse dalla linea di quell’orizzonte, spunterà il sole. Fuori, intanto, sale la marea, le acque, ancora una volta, rincorrono il sogno del mare.

 Vito

Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre (anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate

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24 Risposte

  1. Rebecca Antolini Pif

    Ciao caro Vito, me lo devo ancora un paio di volte rileggerlo per andare al fondo … sai che ho sempre di più bisogno… tornerò più tardi… per ora ti abbraccio Pif

    23 ottobre 2012 alle 15:31

    • Rebecca Antolini Pif

      Eccomi sono tornata, se parliamo dell’amore con i sentimenti fra le copie o amici, allora questo amore e sempre collegato con la sofferenza e la paura che il amore si conclude, forse anche per il fatto che quando amiamo lo facciamo nel senso egoistico.. per me non e facile commentare questo tuo bellissimo post, perche non volgio disturbare con i miei pensieri la tua arte poetica… Per me il vero amore è un’altra cosa, e una cosa spirituale che deriva dal nostro interiore, l’amore cosciente, come quella del nostro Creatore.. questo amore non e ostacolato dal nostro ego, e perciò non ci fa soffrire ma ci reagla serenità.. come sempre ti abbraccio mio caro Vito, con amicizia e amore Pif

      24 ottobre 2012 alle 05:29

      • Ciao Rebecca, i tuoi pensieri non potranno mai disturbarmi, perchè so che sei sincera.
        Secondo me, quando si ama, si crede talmente tanto in un amore, che, qualora viene meno,
        E ti accorgi che non è quello che pensavi, viene naturale stare molto male, l’importante è non
        Fossilizzarsi in quel dolore.
        Graze di cuore.

        29 ottobre 2012 alle 19:59

  2. in fondo al cuore

    Bisogna coltivare i propri sogni…..ma senza isolarsi, e combattere sempre per realizzarli! Molto bello, buona serata caro Vito!

    23 ottobre 2012 alle 18:11

    • Grazie Silvia, hai proprio ragione, bisogna sempre coltivare i propri i sogni.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:05

  3. c’è sempre una speranza e non bisogna mai demordere….complimenti per il tuo scritto…notte Vito

    23 ottobre 2012 alle 19:20

    • Grazie di vero cuore, Mirna.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:09

  4. Oltre alla bellezza delle tue parole e al tuo esprimerti in maniera così affascinante, come sempre caro fratellone, sai entrare nel cuore di chi legge e nello stesso tempo far riflettere.
    Bisogna sempre trovare la forza di sperare, di credere in un sogno e di non lasciarsi andare… si, non si deve cedere, questo è l’importante e quel pianto alla fine può essere talmente liberatorio da dare la possibilità di scorgere quel barlume di luce che porta a far vivere nuovamente la speranza in un domani migliore.
    Ciao, un caro saluto in amicizia
    Pat

    23 ottobre 2012 alle 19:30

    • Grazie di vero cuore, trovare sempre la forza di sperare, significa saper guardare al domani, e superare l’oggi, per doloroso che sia.
      Buona serata, sorellina.

      29 ottobre 2012 alle 20:15

  5. Un amore che finisce fa sempre male…..con il tempo però, che è un grande medico, si trova la capacità di guardarsi nuovamente intorno e tornare a respirare. I tuoi versi sono bellissimi. Ciao Vito. Notte serena.

    23 ottobre 2012 alle 20:24

    • Grazie Lucetta, è vero, fa sempre male.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:18

  6. Si spera sempre che dopo il temporale arrivi il sereno e che un bellissimo arcobaleno possa illuminare i nostri cuori e dare nuovo brio alla vita…
    I tuoi scritti siano essi in prosa o in versi, danno sempre grandi emozioni…Bravissimo!!!!
    Un abbraccio e dolce serata

    24 ottobre 2012 alle 14:55

    • Grazie Teresa, gentilissima, il sereno giunge sempre, per lungo che possa sembrare un temporale.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:22

      • ….cavolo però….il mio è un temporale che dura una vita…
        Buona serata anche a te…

        30 ottobre 2012 alle 16:57

  7. Sempre stupendo e ricco di immagini di grande forza il tuo modo di raccontare le emozioni…questo è stato per me un viaggio toccante dentro un anima a cui è stata strappata la linfa vitale…e l’ho vissuta passo passo come una discesa lenta e tormentata verso il buio…non ho parole adeguate per esprimere la bellezza del tuo scritto e le sensazioni che mi ha suscitato! Grazie e complimenti di cuore carissimo amico Poeta!

    24 ottobre 2012 alle 18:30

    • Ti ringrazio, Dony, un amore che finisce, lascia sempre un grande dolore, altrimenti non era un grande amore.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:33

  8. Sabry

    Triste e insopportabile e doloroso…finire nel vortice del dolore inesprimibile…e il non sapere come uscirne…
    la difficile arrampicata verso la luce e una nuova felicità! C’ è tutto questo nel tuo pezzo bellissimo!
    Dona speranza anche ai cuori chiusi ermeticamente! Immagine molto bella…bravo Vito! Sei unico e speciale!

    25 ottobre 2012 alle 11:15

    • Grazie di vero cuore, Sabry, la difficile arrampicata verso la luce, è importantissimo ci sia sempre.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:36

  9. Buona domenica carissimo amico mio…
    Un abbraccio

    28 ottobre 2012 alle 09:32

  10. romanticavany

    Sperare nel domani non è impossibile, abbatti questo muro di torrione e capirai, che quasi mai, ciò che isola, protegge”.

    Si è come scrivi tu….e … anche come dice Claudio Baglioni quel gran medico del tempo guarisce tutto.E’ meglio amare e perdere che vincere e non amare mai…

    Cmq. Abbiamo una sola vita e non complichiamocela piangendo per una persona che non ci ama più…
    E se capita meglio prendere la vita tra le mani cominciando a rimettersi in gioco, essere impegnati in qualche attività, magari anche di volontariato. Stare vicino a persone che soffrono più di noi, per capire la piccolezza dei nostri guai.

    Mi piace molto la tua conclusione:
    Era da tempo che non riuscivi a veder lontano, fino all’alba del domani, chissà, forse dalla linea di quell’orizzonte, spunterà il sole. Fuori, intanto, sale la marea, le acque, ancora una volta, rincorrono il sogno del mare.

    Complimenti cariSSimo Vito!!
    ♥ vany

    28 ottobre 2012 alle 19:21

    • Grazie Vany, sei sempre gentilissima, è giusto come dici, di non piangere iper una persona che non ci ama più, ma il dolore è tanto, ma bisogna superarlo.
      Buona serata.

      29 ottobre 2012 alle 20:49

  11. Credo che tu magistralmente sia riuscito a dare volto e sembianze al dolore che attanaglia l’animo, avvolgendolo in spirale senza fine…
    Sereno inizio di settimana…
    Ros

    29 ottobre 2012 alle 14:48

    • Grazie Rosemary, gentilissima.
      Buona serata

      29 ottobre 2012 alle 20:58

  12. massi64

    Stupenda ….
    buona domeniva Abbraccio sincero.

    4 novembre 2012 alle 09:56

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