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PETALI DELLO STESSO FIORE

L’altro giorno, nel blog dell’amica Silvia ho letto di un episodio accaduto ad un bimbo affetto da sindrome di down, al quale gli era stato impedito l’ingresso ad un parco divertimenti. Nel Commentare quell’episodio dissi che avrei scritto un piccolo racconto in merito, che riporto qui di seguito.

 

 

Assiso sull’impero del mezzogiorno, il sole troneggiava alto, spandendo un tepor di carezza, che lenitivo potere aveva, sulle gelide unghiate inferte da una fitta nebbia ormai svanita, un piovigginar di caligine che aveva ammantato i contorni di un tardo autunno. Da dietro i vetri appannati della sua cameretta, che a volte, per lunghissimi minuti, la proiezione della sua fantasia trasformava in confine per l’ingresso in un mondo diverso dal reale, un ragazzo si domandava se il potente astro, si mostrava agli altri in maniera diversa di come si offriva al suo guardare. Carlo era un ragazzo affetto da sindrome di down, era molto dolce, benvoluto da tutti anche se, quando passeggiava con i suoi cari, il curioso guardare di alcuni, come fosse punto nero in campo bianco, lo faceva sentire terreno in cui nasceva la subdola pianta della diversità. Quel giorno Carlo era nutrito da una netta sensazione di felicità, l’indomani si sarebbero recati per la prima volta, al grande parco dei divertimenti, che lui immaginava essere il vero paese dei balocchi. La notte lo avvolse in una magica coltre di sogni dove lui e tanti altri bimbi, mano nella mano correvano veloci, gli pareva che, sollevati da terra volassero su di un velo di nuvola. Lì, il seme della diversità non germogliava, ma inaridiva al cospetto di quell’amore così genuino e incontaminato, che solo i bimbi sanno donare. Nubi a mezz’aria erano incoronate da fiabeschi castelli, mentre enormi scivoli d’arcobaleno li trasportavano in questo sogno che abbelliva la sua notte. La luce del mattino illuminò i suoi occhi che si aprivano, leggendovi una accesa contesa tra la delusione per un sogno appena svanito e la grande gioia per una giornata appena iniziata, che lo attendeva a braccia aperte. Partirono presto, il paese dei balocchi attendeva di vedere quanto lui fosse capace di meravigliarsi di fronte ad una realtà che rifletteva parvenze di sogni mai svegliati. Durante il viaggio, con il fantasticare della sua mente, era su enormi velieri e mai si accorse che il mondo, fuori dai finestrini della macchina, scivolava via veloce. Quando giunsero all’ingresso della felicità, si sentiva posseduto da una strana frenesia, quasi un vibrare di gioia che si irradiava in tutto il corpo. Stava nutrendosi di queste sensazioni, quando udì la voce dell’addetto al parco che con un cenno di capo lo indicava: “per la sua sicurezza, non può entrare”. Per un attimo, non si rese conto di quelle parole, ma subito dopo dentro di lui vide enormi palazzi crollare e le loro macerie gli seppellirono il cuore. Voleva dimostrare di essere un ometto forte, ma le sue lacrime premevano contro il petto facendogli molto male fino a quando, abbattendo i fragili argini che lui aveva posto a barriera, irruppero come un fiume in piena, inondando il suo viso. All’interno del parco vedeva tanti ragazzi divertirsi, perché lui non poteva entrare?…… forse la pianta della diversità esisteva davvero e lì cresceva rigogliosa. Udiva la voce del padre che discuteva animatamente, come giungere da molto lontano, quando avvertì un vago silenzio, tutti guardavano all’interno del parco. Una quindicina di bimbi che si tenevano per mano, venivano verso di loro, pareva fossero circondati da un vago alone e i loro passi sembravano quasi sfiorare il terreno. Quando furono vicini, con suo grande stupore, Carlo li riconobbe, erano i bimbi del sogno. Il più grande di loro, rivolgendosi all’addetto gli disse: “perché fate questo? I bambini sono identici petali di un unico fiore, il mondo è un prato con splendidi fiori, peccato che alcuni adulti, con il loro egoismo riescano a fa germogliare i semi della zizzania”. Detto questo tese la mano verso Carlo che, unendosi a loro, si avviò in quel mondo di meraviglie, mentre l’addetto, pietrificato da un vago rimorso si chiedeva se per caso avesse lui avesse mai conosciuto la vera felicità.

Vito

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“Petali dello stesso fiore” by Vito Montalbò is licensed under a

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate

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28 Risposte

  1. in fondo al cuore

    Splendida caro Vito……mi hai commosso!

    22 novembre 2011 alle 15:22

    • Grazie Silvia, devo l’ispirazione di questo racconto ad un episodio gravissimo che hai riportato sul tuo blog.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:22

  2. Da pelle d’ oca, ancor di più rafforzata l’ emozione, dal fatto che è realmente accaduta!
    Una storia che non dovrebbe mai più ripetersi, se non fosse che già così è capitato tante e troppe volte!
    Il mondo è davvero un posto strano e la vita è proprio complicatissima..
    Un forte abbraccio carissimo e buona serata a te e ai tuoi cari, Sabry

    22 novembre 2011 alle 16:36

    • Grazie Sabry, e già, non dovrebbe mai accadere e spero non accada più.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:23

  3. lucetta

    I bambini insegnano agli adulti a non nascondersi dietro pregiudizi che fanno male ai piccoli!!!! Una bella lezione!!!! Ciao Vito, buona serata

    22 novembre 2011 alle 18:44

    • Grazie Lucetta, il pregiudizio è una cattiva pianta che attecchisce solo nel cuore degli adulti.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:24

  4. rosa

    brividi…
    leggendoti…
    il seme della diversità deve inaridirsi e nn dare mai piu’ frutti…
    speriamo in un mondo migliore, non fatto di sogni
    ma di realtà che possano far sognare tutti allo stesso modo. un bacione ciao vito… complimenti

    22 novembre 2011 alle 19:58

    • Grazie Rosa, spero davvero che questo seme inaridisca, fino a quando ci saranno pregiudizi, non potrà mai esserci un mondo più giusto.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:26

  5. leggerti mi ha dato i brividi……ne sono certa, se non fosse per i pregiudizi degli adulti i bambini non vedrebbero differenze nè di razza nè di lineamenti..son bimbi e basta….buona serata Vito…….

    22 novembre 2011 alle 20:20

    • Grazie Mirna, hai perfettamente ragione… i bambini hanno tanto da insegnare agli adulti.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:28

  6. Sei di grande sensibilità…bellissimo racconto…
    eh “i grandi”..a volte son dei vermi spudorati, senza offesa per i vermi.
    Un abbraccio immenso alla tua disarmante dolcezza.
    vento

    23 novembre 2011 alle 08:28

    • Grazie Ivana, e si, mi sa che siamo come il vino, crescendo si rischia di diventare aceto……
      …disarmante dolcezza? ecco perchè tendo ad avere la glicemia alta…ahahah scherzo naturalmente.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:39

  7. Fratellone mi hai fatto venire i brividi e le lacrime dalla commozione. E’ un racconto bellissimo, dove emerge tutta la tua sensibilità e che porta a riflettere. Non ci sono diversità, siamo noi umani che le creiamo, ostacolando la felicità degli altri, di coloro che vengono additati, messi in disparte, non accettati. Ma chi è normale??? chi lo stabilisce chi e cosa lo è??? Questo non lo capirò mai, come non capiscono quanto male fanno coloro che agiscono in maniera così sconsiderata.
    Un abbraccio grande. Pat

    23 novembre 2011 alle 14:27

    • Grazie sorellina, cosa c’è da aggiungere alle tue parole? ….hai descritto il tutto alla perfezione.
      Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:41

  8. massi64

    Stupendo racconto comovente e senzibile, che solo Tu puoi descrivere così bene.

    un grandissimo abbraccio …

    e dolce giornata .

    massimo.

    24 novembre 2011 alle 07:58

    • Grazie Massimo, sei molto gentile.
      Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:44

  9. Sai che mi ha commosso questo racconto ,sembra una storia vera.Buona domenica

    25 novembre 2011 alle 22:16

    • Grazie Mariella, molto gentile, questo racconto trae spunto, purtroppo, da una storia vera.
      Buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:45

  10. Rebecca o semplicemente Pif

    ♥ …Buona prima domenica d’Avvento… ♥
    con sincera amicizia Rebecca ♥

    27 novembre 2011 alle 07:30

    • Grazie Rebecca, buona serata, con amicizia, Vito

      28 novembre 2011 alle 18:45

  11. Ciao Vito… buona serata…
    Barbara!

    28 novembre 2011 alle 18:18

  12. Ciao Barbara, grazie…. una buona serata anche a te e ai tuoi cari.
    Con amicizia, Vito

    28 novembre 2011 alle 18:46

  13. Vito ho letto queste righe e mi sono emozionata,, hai trattato questo argomento con una delicatezza unica, un racconto tra favola e realtà.
    Bellissima anche l’immagine, mi complimento con te.
    Con amicizia
    Lucia

    28 novembre 2011 alle 19:54

    • GRazie Lucia, sei sempre molto gentile.
      Buon pomeriggio, con amicizia, Vito

      29 novembre 2011 alle 14:31

  14. Mi hai commosso…riesci sempre a cogliere la più intima essenza di ogni cosa, caro Vito…sei straordinario, un’anima bella e un bravissimo artista. Un abbraccio!

    29 novembre 2011 alle 10:10

    • Ti ringrazio Donatella, per queste tue gentili parole.
      Buona pomeriggio, con amicizia, Vito

      29 novembre 2011 alle 14:32

  15. Vorrei essere anch’ io nel sogno di Carlo……e rimanere un pò su quella nuvola……complimenti Vito.

    29 novembre 2011 alle 13:45

  16. Grazie Grazie, mia nuova amica di Blog, nei sogni spesso viviamo quello che, in fondo, è nel nostro animo, anche se a volte
    bisogna saperli leggere i sogni.
    Ti auguro un buon pomeriggio, con amicizia, Vito

    29 novembre 2011 alle 14:35

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