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LA NOTTE DI HALLOWEEN

Torno a scrivere dopo un po di giorni di pausa, lo faccio con questo mio racconto terminato proprio questa mattina, forse un po lunghetto, forse stile fantastico, ma rispecchia alcune mie convinzioni.

Lentamente, la sera iniziava a vestire l’oriente con l’eleganza del suo abito scuro, fra poco avrebbe trapuntato la notte con un remoto pulsare di silenti, antiche sinfonie di vita. L’opposto orizzonte era ancora macchiato di luce, mentre nubi solitarie si affacciavano a divenir tela per le ultime pennellate di un tramonto già sopito. Luigi sembrava ipnotizzato da quello che si offriva al suo guardare, dinanzi a lui veniva rappresentato il declino, mentre altrove, altri occhi venivano rapiti in egual misura, dal supremo atto di un nuovo nascere. Il mare, adagiato in malinconico cullar di onde, sembrava intonare una sommessa nenia che parlava di apparenti fine, ma in realtà erano preludio a nuovi inizi. Un improvviso ultimo alitare di levante, distogliendolo da quell’incanto, gli donò un leggero fremito e guardando la pallida signora che diafana, sorgeva intimidita dal resistere di un ultimo lembo di rosso cielo, ricordò che era atteso per accogliere in festa, il giungere della misteriosa notte di halloween, una notte in cui sembrava che spiriti vagabondi alitassero aloni di magia che rapivano le menti. Un pò a malincuore decise di avviarsi, pensò di andar a piedi attraversando il grande parco, già la sera aveva sospinto il meriggio tra le insidie di un altro crepuscolo e poi voleva essere puntuale per quella che lui e gli amici ritenevano essere una meravigliosa festa. Stava già percorrendo un piccolo viale del parco, ormai l’oscurità, con l’ammaliare di fredde carezze, cercava di celare il tutto al guardare, mentre irti lampioni, che parean d’antico forgiati, in immobile posare di mitiche vedette che sapevan scrutare oltre l’ammantar di nebbie, gli recavan ferite di luce che chiaror spandevano, di freddo astro. L’echeggiar dei suoi passi, calpestando le avvizzite foglie reduci da un recente addio, molestavano l’udire con un graffiante crepitìo, amplificato da un vago silenzio e da una strana inquietudine. Un vento leggero orchestrava la triste nenia di fragili foglie ancor legate a rami sempre più spogli, ancor sorde al richiamo di quel destino che ha gravato l’autunno di un potere non voluto, quello del declino. Avvertiva una spiacevole sensazione, come se quelle foglie modulassero sospiri che si perdevano in un brusio di lontane maree attraversate dal confuso veleggiare di silenti vascelli. Arrestò il suo passo e si guardò intorno, i contorni di tutto sembravano perdere la loro nitidezza, come se stesse per svenire, ma aveva la certezza di star bene, i suoi occhi non lo stavano accompagnando nell’incoscienza. Un turbinar di nebbia ribollì in alto e lentamente scese fermandosi a mezz’aria, pareva che le nuvole del cielo, scompigliate da un arruffar ventoso, si fossero riunite a formar schermo. Importunandolo, un ronzio  si diffuse nell’aria, mentre dinanzi ai suoi occhi, il nebbioso muro sospeso aveva cessato la sua turbolenza e veniva attraversato da riflessi di lontani bagliori, simili ad un giunger sbiadito della luminosa essenza di un mondo che nasce. In lui si creò una netta dualità tra la ragione che suggeriva un fondato timore, e la sua parte più interiore che distillava preziose gocce di serenità. Su quello schermo irreale, iniziarono a scorrere inizialmente in maniera sfocata, immagini quasi olografiche, come se alcune menti materializzassero i loro pensieri. Vide tante zucche di halloween sinistramente illuminate dal loro stesso sorriso, un ghigno beffardo di chi sa di ottenere quello che vuole, mentre attorno ad esse, erano suoni, canti e balli, tante persone in sfrenato divertimento, parevan cadute in un oblio senza tempo. Lentamente quella visione svanì, mentre sovrapponendosi ad essa se ne formò un’altra. Quello che vide lo rattristò molto, un vecchio cimitero costellato dalla fievolezza di fiochi lumini che, nonostante fossero quasi giunti al termine del loro luceare, cercavano di rapire al buio parti di sé. I pochi fiori che avevan pretesa d’adorno, erano mestamente chini e immersi nel ricordo di quando, irti e fieri reggevano lo sguardo del sole e il loro profumo era causa d’un ronzar festoso. Ora eran spogli steli che avevan pianto quasi tutte le lacrime, stanchi petali che cadevano per donare il loro ultimo calore al freddo marmo. Faceva germogliare una infinita malinconia, il guardare quelle tombe ricoperte di aghi di pino ormai ingialliti, anche le immagini di coloro che giacevan in mortal riposo sotto la coperta della terra, erano d’opaco patinate. A Luigi vennero in mente i suoi nonni che riposavano in eterna dimora, al cimitero del suo paese, da tantissimo tempo non andava a render loro omaggio, con la sua visita. Improvvisamente, come se provenissero dal nulla, tante voci, fuse in una sola, echeggiarono in tutti i cantoni che il suo udito poteva percepire: “So che fa male, vedere come riduce l’abbandono, vi fate ammaliare dalle lusinghe di divertimenti e feste che appagano l’stante, ma come il transitar di voraci orde di cavallette, lasciano poi il nulla. Scomparso è dalla vostra mente il rispetto nei nostri confronti ma, ricorda, voi siete qui, perchè noi siamo stati, altrove ora noi siamo, ma i riflessi del vostro essere, giungono sbiaditi e circondati d’oscuro alone”. Terminate queste parole, s’udì nell’aria un forte rumore simile al suono di un accordo di chitarra ascoltato a rovescio e tutto svanì, ora s’udiva solo il melodiare d’un coro di foglie dirette dal vento. Luigi sorrise ai propri pensieri, i suoi amici lo avrebbero atteso invano decise di tornare indietro. Il giorno dopo un mazzo di freschi fiori e le sue lacrime, adornarono la tomba dei suoi nonni.

Vito

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“La notte di halloween” by Vito Montalbò is licensed under a

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate

 

 

Raccolgo l’invito di alcune amiche e pubblico la mia lanterna della pace. Sono convinto che la pace a livello mondiale non sia utopia ma bisogna percorrere tanta strada, l’importante e avviare il primo passo.

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52 Risposte

  1. Sabrina

    Carissimo..sempre parole meravigliose, come l’ immagine che mi passa e scorre davanti ogni volta che ti leggo..ed è come vedere un film!
    Per commentare il tuo disappunto nei confronti di Halloween, questa “festa” adottata ormai da tempo, copiata agli americani..
    Non ha alcuna utilità ma non mi infastidisce, se resta nel clima dell’ amicizia, del divertimento comune che unisce magari i più piccolini, come in un secondo carnevale e gli adulti nelle feste serali del 31 ottobre!
    Trovo che i nostri cari che non ci sono più, hanno bisogno di rispetto prima di tutto da vivi..e devono essere ricordati per tutti i 365 giorni dell’ anno.. non come tante tombe che si vedono, (andando al cimitero anche in altre date..anzi, io veramente il giorno dei morti nemmeno vado, troppa confusione), vuote, sporche, lasciate al turbinio di foglie..e poi tutte belle fiorite e ripulite per due giorni l’ anno!
    Il mio pensiero..ovviamente, che rispetta il tuo!
    Ti abbraccio forte caro amico mio..buon proseguimento di giornata!!!
    Sabry

    10 novembre 2011 alle 15:43

    • Sabrina

      P.S: ovviamente mentre io scrivevo qui, tu eri da me!! Che sintoniaaaaaaa..ops: la padella!! 🙂

      10 novembre 2011 alle 16:05

    • Ciao Sabryyy, mi fa sempre piacere leggerti qui da me e lo sai, in questo racconto parlo del rispetto che si deve avere per i defunti e chiaramente questo non deve avvenire solo il due novembre, sarebbe solo pura ipocrisia, come sarebbe ipocrita rispettare una persona quando riposa fre le braccia della madre terra mentre questo rispetto, quando erano vivi, è venuto a mancare.
      In generale è proprio la cultura del rispetto verso i propri cari defunti che vedo molto affievolita, mentre in alcune zone della Sicilia a credo altre parti del paese è vivamente sentita, i bambini la sera di ognissanti, lasciano fuori dalla finestra qualcosa da mangiare per i defunti, i quali la notte “passano e lasciano un dono”.
      La celebrazione della festa di Halloween ha origini pagane e pone le sue radici nella civilta’ Celtica. Infatti gli antichi Celti che abitavano in Gran Bretagna, Irlanda e Francia festeggiavano l’inizio del Nuovo Anno il 1°Novembre: giorno in cui si celebrava la fine della “stagione calda” e l’inizio della “stagione delle tenebre e del freddo”.
      Nulla in contrario che i bambini si divertano in modo sano, ma quello che mi preoccupa è il fatto che questo divertimento ponga in ombra altre tradizioni molto sentite, come appunto la commemorazione dei defunti, che comunque deve essere sentita non solo il due novembre.
      Ti Ringrazio per le tue parole, ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 16:36

      • Sabrina

        Da quel che leggo: siamo daccordo..su tutto!
        Un caldo abbraccio..se lì è come da me: brrrrrrrrr!!!
        A presto carissimo! Passare da te è sempre un piacere!!
        Sabry

        14 novembre 2011 alle 09:45

  2. è davvero un bellissimo racconto.. anch’io non condivido i festeggiamenti di hallowen……lasciamoli agli americani e magari ai più piccini le zucche colorate e il dolcetto o scherzetto ^-^ un caro saluto Vito, leggerti è sempre piacevole……

    10 novembre 2011 alle 15:52

    • Grazie Mirna, sei sempre molto gentile, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 16:37

  3. Rebecca o semplicemente Pif

    Ciao Vito, non so come dire, ma tu hai un modo particolare di descrivere una semplice passeggiata in un parco … molto bello che Luigi si ricordava ai suoi nonni… alcune parole per me erano nuovo ma sono riuscita con il dizionario comprendere tutto.. e cosi mi hai trascinato assieme con Luigi di passeggiare in questo parco melanconico ma entrambe anche misterioso.. complimenti con sincera amicizia Rebecca

    10 novembre 2011 alle 15:58

  4. Ti ringrazio Rebecca, sono lieto che ti sia piaciuto.
    Ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

    10 novembre 2011 alle 16:38

  5. Quanta tristezza nell’anima di chi non c’è più e non si vede ricordato nemmeno una volta l’anno perchè l’assurda moda di halloween ha ormai ottenebrato tante menti! Questo tuo splendido racconto, un quadro dipinto con la finezza e la maestria che sempre ti contraddistinguono, svela in una luce fantastica e allo stesso tempo intrisa di grande realismo la superficialità di un mondo che tende a trascurare gli affetti più sacri e i ricordi più importanti sacrificandoli per i motivi più insulsi.
    Complimenti e un abbraccio!

    10 novembre 2011 alle 17:02

    • Grazie Donatella, quello del ricordo dei nostri cari defunti è un argomento che mi sta a cuore.
      Serena notte, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 22:38

  6. in fondo al cuore

    Bellissimo e coinvolgente….è davvero come vedere un film……hai una dote caro Vito, scrivi in maniera fantastica……il mio pensiero segue il tuo……festeggiare i morti non lo trovo opportuno…..penso ci siano altri modi per ricordarli e pensare a loro. Ti auguro una buona serata un abbraccio!

    10 novembre 2011 alle 19:29

    • Grazie di cuore Silvia, anche a me non piace il termine festeggiare i defunti, ma commemorare e cioè, ricordare.
      Ricordo che deve esserci sempre.
      Ti auguro una serena notte, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 22:42

  7. lucetta

    Bellissimoooo!!!! mentre leggevo, immaginavo le scene e mi chiedevo come sarebbe andata a finire….
    Una conclusione stupenda che mi è piaciuta tantissimo. Sei sempre super.

    10 novembre 2011 alle 20:11

    • Grazie Lucetta, molto gentile…. però oggi non si dice super, ma senza piombo… ahahah
      scusa per la battutaccia…..
      Ti auguro una serena notte, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 22:44

      • lucetta

        Invece ho riso di gusto per la battuta spiritosaaaaaaa!!!! Tu sai che io aspetto sempre qualcosa di “comico” ed ogni tanto fammi contenta. Ciao Vito, buona serata.

        11 novembre 2011 alle 19:25

  8. Eccolo il mio fratellone, con i suoi racconti dal sapore fantastico, che riescono a farti sognare, a farti volare con la mente.
    Una bella riflessione quella che porta a fare questo racconto, una festa che non ci appartiene e che porta a vedere la morte in maniera diversa e irrispettosa. In effetti ci sono tante tombe dove mancano fiori, dimenticate da tutti, completamente abbandonate.
    A parte l’aspetto di Halloween che può piacere o no, dipende da come uno lo considera (io lo vedo come un pre-carnevale, visto come viene festeggiato al mio paese), io non amo ugualmente i cimiteri, non ci vado mai, o meglio quasi mai, soprattutto nella ricorrenza dei defunti. Trovo che sia più ipocrita andarci solamente in quella ricorrenza e ricoprire di fiori una tomba che poi per il resto dell’anno viene dimenticata, non amo tutto quel gareggiare di chi costruisce camerette funebri stracolme di ninnoli o quanto altro. Per carità, massimo rispetto per il dolore che causano le perdite delle persone care, ma il loro ricordo, l’amore per loro, non si dimostra a mio parere con queste cose, ma con il tenerle sempre vive nei nostri ricordi e nei nostri cuori. Io personalmente, cosa che mi attira molte antipatie, abolirei i cimiteri. L’ho sempre detto fin da ragazzina e ancora non ho cambiato idea. Opssssss, pardon, mi sa che sono andata fuori tema. Scusa fratellone, la mia filippica non ha nulla a che vedere con il tuo splendido racconto. Sai quanto amo il tuo modo di scrivere. Lo adoro e ogni volta per me è un piacere immenso leggerti.
    Un abbraccione, Pat

    10 novembre 2011 alle 21:28

    • ciaooo Sorellina, sei sempre troppo buona nei miei confronti…..
      per quanto riguarda i cimiteri, rispetto chiaramente il tuo parere, però io non saprei vedere un paese senza un cimitero,
      un luogo dove riposano o nostri cari, e dove fermarsi a fare una preghiera, certo, concordo con te quando dici che ci sono
      tombe lussuose, sono anche io contrario a questo, la morte deve essere uguale per tutti anche nell’apparenza oltre che
      nella concretezza e nom ci si deve lmitare a ricordarli solo il due novembre, sarebbe ipocrita.
      So anche che è importante ricordarli, pregare per loro nel proprio cuore, ovunque ci si trovi, però trovandomi vicino ad una
      tomba, per me è un modo per sentirli più vicini.
      Grazie ancora, ti lascio un fraterno abraccio e ti auguro una serena notte, con amicizia, Vito

      10 novembre 2011 alle 22:56

  9. Anche io leggendolo mi immaginavo le scene……
    Veramente splendido il tuo racconto.
    Come sempre.
    Buon fine settimana.
    Un sorriso,
    Luciana

    ….e buon San Martino!

    11 novembre 2011 alle 09:54

  10. GRazie Luciana, un buon San Martino anche a te e ai tuoi cari.
    Con amicizia, Vito

    11 novembre 2011 alle 10:00

  11. Rebecca o semplicemente Pif

    Che bravo hai messo anche la lanterna… ti abbraccio Pif

    11 novembre 2011 alle 18:03

    • ho seguito iltuo esempio e anche iltuo invito.
      Ciao,buona serata, con amicizia, Vito

      14 novembre 2011 alle 21:56

  12. Ciao Vito… buon proseguimento di serata… Barby!

    12 novembre 2011 alle 20:15

    • Grazie Barby, buona domenica a te e ai tuoi cari.
      Con amicizia, Vito

      13 novembre 2011 alle 10:43

  13. Molto bello il tuo racconto ,è da poco che frequento il tuo blog ,i tuoi scritti li leggo con interesse.hai un modo gentile di esprimerti.Ciao

    12 novembre 2011 alle 21:55

  14. Grazie Mariella per le tue gentili parole, sono lieto di aver avuto la tua amicizia.
    Con amicizia, Cito

    13 novembre 2011 alle 10:43

  15. “Voi siete qui perchè noi siamo stati!” Potessero i nostri cari parlare ci direbbero che non basta un giorno solo e moltitudini di fiori che poi ingialliscono per costruire quella “corrispondenza di amorosi sensi” che si istaura tutti i giorni attravero le nostre preghiere e i nostri cuori rivolti al loro caro ricordo. Ho letto tutti i commentidegliamici eanche quelli tuoi in replica e hanno confermato il senso che mi sono fatta del tuo bellissimo racconto. Hai lanciato un messaggio che condivido non ho nulla contro le zucche ma preferisco che i miei figli si ricordino di più dell’ importanza delle nostre tradizioni. Scusami per il ritardo Vito. Ti lascio un abbraccio e buona serata.

    13 novembre 2011 alle 19:19

    • Grazie Angela, hai colto perfettamente ilsenso del mio racconto.
      Per quanto riguarda il ritardo, non c’è nulla da scusare, ci mancherebbe, e poi sono io che l’ho scritto in ritardo, infatti l’ho postato il 10 novembre.
      Ti auguro una serena notte, con amicizia, Vito

      14 novembre 2011 alle 22:04

  16. Il racconto è molto bello!
    Ma Vito, quand’è che ti decidi a pubblicare un bel libro??? Vorrei andare in Feltrinelli o in Mondadori e trovare l’amico Vito condiviso con tutti!!!

    14 novembre 2011 alle 05:53

    • Sabrina

      Speriamo prestissimooooooooooo!!!
      Ciao a tutti, Sabry

      14 novembre 2011 alle 09:46

    • Grazie Gabriele, non è facile e non so se sono all’altezza, e poi, addirittura Feltrinelli o Mondadori…… comunque ho un progetto in corso, non so come andrà a finire….. ti auguro una buona serena notte, con amicizia, Vito

      14 novembre 2011 alle 22:08

  17. massi64

    Sembra di viverla …..
    dolce sera un grande abbraccio .
    massi.

    14 novembre 2011 alle 19:13

    • Grazie Massi, serena notte.
      Con amicizia, Vito

      14 novembre 2011 alle 22:09

  18. Arrivo in ritardo al leggere i tuoi meravigliosi scritti, il tuo stile unico e inconfondibile, la grafica bellissima e inquietante.
    A presto.

    14 novembre 2011 alle 21:22

  19. Grazie Silvia, sempre molto gentile.
    Ti auguro una serena notte, con amicizia, Vito

    14 novembre 2011 alle 22:11

  20. Sabrina

    BUON COMPLEANNO AMICO CAROOOOOOOOOOOO!!
    Un abbraccio, Sabry

    15 novembre 2011 alle 11:50

    • Grazie Sabry, per tutto l’affetto che dimostri.
      Serena notte, con amicizia, Vito

      15 novembre 2011 alle 22:30

  21. massi64

    e il compleanno và festeggiato ….
    AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII……..
    dolce serata ….

    15 novembre 2011 alle 20:43

  22. Grazie Massi, di vero cuore, sei come sempre gentilissimo.
    Serena notte, con amicizia, Vito

    15 novembre 2011 alle 22:31

  23. Tu sei respiro nell’immaginifico … brivido dolce d’attesa nella poesia … grazia gentile, che offrendo con semplicità tutto questo all’altrui attenzione regala la possibilità di un comune cammino emozionale. Grande Vito! Con sincera amicizia.

    16 novembre 2011 alle 13:16

    • Ciao Maria Lorena, ti ringrazio, sei troppo gentile, così mi fai vincere la forza di gravità e sollevare da terra…. scherzo naturalmente, ma le tue parole sono per davvero dolcissime.
      Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

      17 novembre 2011 alle 14:16

  24. non trovavo mai questo blog, perché cliccando sul nome mi mandava sempre nell’altro… solo adesso m’è venuto in mente che ti avevo messo nella lista di Aury 🙂
    Vito, io sono impicciona, sappilo! 😀 se vuoi che il tuo nome indirizzi subito a questo blog c’è il modo… se vuoi modificare ma non hai trovato come si fa, fammi sapere… è una sciocchezza 🙂

    17 novembre 2011 alle 13:37

  25. Ciao Roberta, è un vero piacere leggerti sulmio blog, ma no che non sei impicciona anzi, ti ringrrazio per la tua disponibilità, ti sarei davvero grato se mi dicessi come fare, per veicolare gli amici direttamente in questo blog.
    L’altro è fermo da più di un anno e non so se riprendere a pubblicare anche li…… ti ringrazio per i consigli che mi vorrai dare.
    Buona giornata, con amicizia, Vito

    17 novembre 2011 alle 14:19

    • ti ho inviato una mail, Vito 🙂

      17 novembre 2011 alle 15:29

      • Grazie Roberta, ho fatto come hai detto nella tua e-mail ed ora funziona perfettamente.
        Buona serata, con amicizia, Vito

        17 novembre 2011 alle 15:50

  26. Buon fine settimana Vito, amico discreto e attento!
    Con amicizia e simpatia
    Lucia

    18 novembre 2011 alle 14:01

    • Grazie di vero cuore, Lucia, anche a te e ai tuoi cari auguro un buon fine settimana.
      Con amicizia, Vito

      19 novembre 2011 alle 12:01

  27. Ciao amico mio, mi occorrono 10 minuti per poter lodare questo tuo meraviglioso racconto che infine è pura realtà, il mondo purtroppo diventa sempre più strano (diciamo strano) ad improvvisare strane feste il giorno che ricorrono i nostri cari defunti, noi non possiamo farci nulla…mi permetto di rinominarti Il Gigante dei poeti. Sempre se puoi o vuoi ti invito a leggere la mia “Er Due de Novèmmre!) come tu sai in dialetto romanesco. Chiudo augurandoti un felice Sabato unito alla tua famiglia…a presto Pietro.

    18 novembre 2011 alle 22:13

  28. Ciao Pietro, grazie di cuore, hai sempre parole meravigliose nei miei confronti e dette da un poeta dialettale del tuo livello, che riesce sempre a trasmettere grandissime emozioni, mi riempie di orgoglio.
    Passerò semz’altro a leggere la tua poesia, e come sempre mi accigerò a farlo, sapendo già di vivere splendide emozioni.
    Anche a te e ai tuoi cari auguro un buon fine settimana, con amicizia, Vito

    19 novembre 2011 alle 12:05

  29. Come sarebbe bello, alemno una volta all’anno, incontrare i propri cari perduti al di là delle cortine della morte.
    Bellissimo come sempre questo racconto.
    Un grande abbraccio da condividere con la cara Vincenza!

    20 novembre 2011 alle 12:53

    • Ciao Rosy, grazie di vero cuore, ricambiamo il tuo abbraccio… ti auguro una buona serata, con amicizia, Vito

      22 novembre 2011 alle 14:47

  30. pandapocahontas

    Ciao Vito, grazie per questo tuo bel racconto! E’ molto significativo nel fare riferimento a qualcosa che non bisogna affatto perdere: il fatto di tenere sempre vivo il ricordo di coloro che non vivono più in questa dimensione terrena, e di continuare a volere loro bene anche se non sono più con noi. Però sai, con questo non intendo tanto riferirmi alla tradizione in senso stretto, bensì considerare la cosa in una accezione più ampia: nessuno dovrebbe mai dimenticarsi di chi non è più fra noi, a qualsiasi popolo sulla terra questo qualcuno appartenga. Ognuno lo farà secondo la propria religione e il proprio modo di credere, ma l’importante è che non ci si dimentichi di loro. Perché qualsiasi società che dimentica chi non c’è più è una società senz’anima, una società che, così facendo, svaluta implicitamente anche se stessa: se chi non vive più nella dimensione terrena viene dimenticato, allora vuol dire che non valeva più di una manciata di polvere, e che la persona stessa che lo dimentica non vale essa stessa di più, perché anch’essa, come chi l’ha preceduta, è mortale.
    Ricordarsi dei nostri cari durante la nostra vita equivale a essere legati a loro tramite un filo sottile, che non si spezzerà mai.
    Un caro abbraccio Vito, a presto!
    P.S.: ora clikko “follow”, così riceverò tutti gli aggiornamenti del tuo blog! 🙂

    20 novembre 2011 alle 20:12

  31. Ciao, ti ringrazio, penso che la tradizione sia un comune sentire e porre in essere da parte di più generezioni, una determinata cosa……
    Quello del rispetto, della memoria, dei nostri cari defunti era tale fino a pochi anni orsono, poi purtroppo, sta andando via via scemando. Non so il motivo, forse ci sono altre cose che la sovrastano, come la carenza dei veri valori a favore del materialismo e del divertimento a tutti i costi. Comunque spero che questa mia convinzione sia errata e che, nonostante tutto certi valori sono ancora radicati in tantissime persone.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

    22 novembre 2011 alle 14:54

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