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LA MASCHERA DEL MALE

Ogni tanto mi torna in mente un racconto che ci fece il maestro delle scuole elementari che mi colpì tantissimo. Ne rimane solo un vaghissimo, quasi impercettibile ricordo, per questo ho provato a scriverne uno ispirato a quelle impalpabili sensazioni che restano ancora nella mia mente. Lo proprongo alla pazienza di chi vorrà leggerlo.

 

 

 

Son qui, immobile bersaglio del fascio di luce d’un acceso mattino, a porger sguardo su questa mia tela, che dopo il rincorrersi di innumerevoli lune, ancor non vede il pennellar di firma. Immane battaglia mostra, tra l’alato esercito dei paladini del bene e lo schieramento dei principi del male, in tenzone assorti, nell’epico final agone. Ancor fattezze sconosce il volto del re dei demoni, il mio quotidian cercare per luoghi di perdizione e bettole d’infimo borgo, ancor non ha trovato un viso degno di tal orrido apparire. Anche il cercar volto da incarnare nell’angelico sovrano, fu d’estrema difficoltà rivestito, ma ora eccolo qua, immortalato in statica figura che brandisce la sua alabarda di luce, in atto d’esser scagliata contro il real demonio ancor senza volto. I suoi capelli sono un biondo ondeggiar di messi, in sincrono con l’alitar di ventoso meriggio d’estate, i suoi occhi, turchesi acque ove riflessi di smeraldo si perdono in striature d’infinito che paiono remoti bagliori del primo nascere, mentre le sue labbra, son alba perenne son alba perenne che ospita il continuo nascere d’un sorriso che mai destina il suo
cammino verso la culla di ponente. Son già in lento incedere come un ramingo per polverose vie, nell’ennesimo cercar la maschera del male, spontaneo sorge in me il perché di tal difficoltà nel trovarla, certamente esso è così subdolo da ricoprire il suo amo cacciatore con esca di lusinga, tal da ipnotizzare con visioni di bene e carpir anima come preda di caccia. Da sempre si trascina l’epico scontro tra i due opposti, anche se, già scritto è il finale, con il male destinato ad essere risucchiato per l’eternità, nelle anguste segrete senza tempo. Un clamore poco lontano mi distoglie dal pensare e come fosse faro che fende il periglio di notte buia, direziona il mio cammino, che presto diviene correre verso un interrogativo. La visione di un uomo vittima di vil aggressione, steso e con il capo rivolto a proferir lamento di dolore ad una terra che par voler consolare, arresta il mio lesto incedere, tra il mormorar curiosità di gente che passivamente offre la sua indifferenza. Il mio voler prestare aiuto, fa voltare il volto verso di me. Un improvviso tonfo al cuore
mi fa sussultare, è quella la maschera che cerco per donar identità all’oscuro
cavaliere. I suoi capelli, d’un giallo spento simile ad erbe secche, sono arruffati come tanti rovi, dai quali di teme l’improvviso apparir d’un balzo di serpe. Gli occhi paiono trafiggere l’animo con lame di odio, anche se, viva è in me l’impressione, che in fondo alle sue pupille, vive esiliata un richiesta d’aiuto. Le sue ghignanti labbra, son la tomba del sorriso, mentre l’interezza del suo volto, come una sorta di sintesi clorofilliana del male, pare assorbir luce, trasformandola in ombra che rilascia con uniformità. Sfidando la sua incredulità, ascolta il suo invito a seguirmi, acchè io possa curare le sue ferite e offrirgli lauto pasto e comodo riposo ristorator di membra. Già un paio di lune hanno cavalcato le ombre della sera, siamo di fronte alla grande tela, lui, seduto ad imitar immobilità, e pronto a donar identità, mentre io, facendogli dono poco cortese delle mie spalle, preparo i colori che presto andranno a donar volto ad un vuoto ormai stanco. Fra poco, il valoroso, angelico cavaliere, conoscerà il suo nemico. Mentre mi accingo a miscelar toni, per dar vita alla gradualità d’uno sfumare, odo dietro di me un’inarrestabile singhiozzare, che presto si trasforma nella continuità di un pianto che non s’arresta. Che strano veder quel viso bagnato da un rigar di lacrime, forse da tanto tempo attese. Ad un tratto punta l’indice ad indicar il principe del bene e con la voce frammentata dal piangere esclama: “quel condottiero di luce sono io, più di un anno fa, ero di nuovo qui a prestar il mio volto, molto diverso da ora”. Lo stupore e l’incredulità mi fan dono di un gelido brivido che, per un attimo si impadronisce del mio corpo, do corpo al mio interrogativo e chiedo l’abbia ridotto in quello stato. Con parole che sembrano finalmente evadere da lunga prigionia, mi risponde: “il peccato, ho ceduto alla sua malìa e mi son perso negli inestricabili dedali delle sue nefaste vie”.

Vito

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“la maschera del male” by Vito Montalbò is licensed under a

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13 Risposte

  1. lucetta

    L’eterna lotta tra il bene ed il male e il trionfo finale del bene o per lo meno il riconoscere fra le lacrime che siamo fragili e nonostante la voglia di bene, e di combattere l’ego in noi….a volte ci si lascia andare. Ciao Vito , un caro saluto.

    1 agosto 2011 alle 18:01

  2. silvia in fondo al cuore

    Beellissimo ed emozionante, chi può mai dire chi e cosa saremmo se nati e vissuti in condizioni diverse e ostili…..nessun può. Ti auguro una buona serata caro Vito, un abbraccio!

    1 agosto 2011 alle 18:35

  3. Splendido fratellone, emozionante. Se da impalpabili sensazioni nascono queste parole, quando sono vive e a fior di pelle che scrivi?? Capolavori, ovvio 🙂
    A parte gli scherzi, sei bravissimo, non mi stancherò mai di dirlo, mai
    Un salutone, Patrizia

    1 agosto 2011 alle 19:37

  4. Bello e drammatico il tuo racconto non potevo non passare a leggerti. Bravissimo come sempre anche quando descrivi la parte negativa dell’animo umano.
    A presto.

    1 agosto 2011 alle 20:48

  5. Il bene e il male, eerna diatriba dell’animo umano. Importnte è riconoscerli e prenderne coscienza senza abbracciarli con enfasi che portano alla perdizione. Eh si che entrambi, troppo amati , possono condurre alla follia ed alla perdizione superandone i valori stessi e idealizzandone di proprio non consoni.
    Difendersi è illusione e prova di arguta e grande intelligenza nello schivarli nell’estremismo, dosandoli se servono entrambi nella difesa, ponedoci nel bene per affrontare con destrezza il male più infido.
    Che lotta Vito caro!
    Vitooooooooooooooooooooooooooooooooo!… hahaha… che bello rtrovare il tuo divanetto e la tua immagine rilassante da amico che sa ascoltare e capire…. soprattutto valutare e parlare!
    Un abbraccio a te ed alla tua Polignano!

    2 agosto 2011 alle 07:27

  6. UN BEL RACCONTO….sempre lotta tra bene e male, ma a volte è anche il male ad avere il sopravvento…buon pomeriggio carissimo

    2 agosto 2011 alle 12:32

  7. Sei veramente bravo.
    Bellissimo il tuo racconto nato dai ricordi del tuo maestro……..
    Ti auguro un buon pomeriggio,
    Luciana

    2 agosto 2011 alle 13:29

  8. Bene e male non si potrebbero nemmeno quantificare se non ci fosse l’uno a misurare l’altro. Un problema è: perchè si vive di bene ma anche di male? Non sarà che l’uno nasconde all’altro la sua esistenza, che si manifesta lentamente attraverso l’esplicitazione di un pensiero od uno scopo ingannevole? La dualità nell’animo umano non è quasi mai palese, e gli effetti ed i risvolti, come indicato nel tuo bellissimo racconto, spesso si colgono e si comprendono solo “poi”. Buona serata.

    2 agosto 2011 alle 21:27

  9. Vito mi complimento con te per come hai saputo trattare questo tema difficile, nella natura dell’uomo convivono questi due sentimenti contrastanti e spesso il male vince sul bene….ne sono testimone!! Buona serata!

    3 agosto 2011 alle 18:29

  10. Forse io non sarei stata capace, riconoscendo il male, di aiutarlo come il personaggio del tuo racconto!
    Bellissimo, come sempre!
    Bravo Vito..portento di un amicone!
    Felice e sereno proseguimento di settimana a te e famiglia, Sabry

    3 agosto 2011 alle 19:08

  11. massi64

    Leggerti e STUPENDO ……
    Dolce serata …..

    5 agosto 2011 alle 19:50

  12. E se non ci fosse il male, neppure il bene avrebbe spessore…
    Che delizioso racconto, sembra di essere di nuovo in una classe di tanti ragazzini con il grembiule, banchi alti di legno e lo spazio vuoto dei calamai…
    Un abbraccio, caro Vito, a te e a Vincenza!

    7 agosto 2011 alle 17:00

  13. Jonathan

    La lotta tra il male e il bene… da sempre un grande mistero e una grande verità… fuori fa molto rumore, ma dentro noi si cela e ci logora lentamente… ultimamente il male in me sembra voler prendere il sopravvento, ma io lotto costantemente perchè desidero vivere per l’Amore e per il Bene… certo dovrei essere più coraggioso… ma posso farcela ^___^ ne sono certo ^____^
    Con affetto sincero Jon

    8 agosto 2011 alle 10:51

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