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IL PELLEGRINO

Questo è un brano che ho scritto circa due anni fa e a cui tengo in modo particolare. Lo ripropongo con alcuni ritocchi, cosa che faccio sempre con tutto ciò che scrivo.

 

 

 

 

 

Mi accoglie il risveglio con timidi riflessi d’alba lontana, che il ciel di luce riveste e lento schiarisce un mattino avvolto da mille rugiade. Breve è lo scorrere di notte mia, un ristorar di membra, da pesante mantello carezzate, steso sulla nuda terra ad udir il suo respiro e mille lamenti che echeggiano in un vento nomade che raminga per valli, oltre quel limitar di lontananza, che presto diverrà il mio guardare  verso altri orizzonti, mentre il mio possente riparo, stagliato verso l’immenso luccicare, mi fa dono di foglie che lente si adagiano, alle quali il suadente autunno ha istigato un malinconico addio. Dopo aver salutato colui che ogni giorno accende il mattino, lento riprendo il vagare, sagoma oscura per chi guarda da lontano  e la sua mente arricchisce, d’un nuovo domandare. Sentieri che mèta vagheggiano, scivolano alle mie spalle sotto l’echeggiante calpestare di vecchi sandali e il leggero tocco di uno storto bastone che nodoso mi sorregge, quando i miei passi stanchi, sembrano questuare agognato riposo. Mille storie di altrui vite hanno attraversato il mio errare, un quotidiano incrociare di gioie e dolori, temporaneità che intaccano inesorabilmente i momenti dell’esistere e a volte, l’uno lascia segni che l’altro non è in grado di cancellare. La mia vita è un continuo alimentar pensiero, un rinvigorire le istantanee  della mente per scrutarne le parti offuscate dalle luci dell’evidenza, un indagare mille silenzi che, quando sono avvolti da attornianti altre silenziosità, possono far rumore. Picchia forte questo sole diritto su di me, i dintorni acquistano il volto della monotonia quando le ombre fanno dono della loro assenza, mentre  il nodoso bastone avverte il peso dei miei passi, che si alternano sempre più stancamente. Un caldo, che sembra tutto assopire e incendia l’aria di una canicola che incombe, mi trova in un cavo di solida roccia che ripara il mio desinare, un tozzo di pane condito di vento e fichi secchi, che la bontà di un sorso d’acqua, aiuterà a scender giù a donare nuovo vigore. L’immaginare, che è una sentinella che la mente spinge in avanguardia per scrutare il possibile, ora mi reca visione di un eremo di pace, esso sarà la fine del mio vagare, meritato riposo per i miei passi stanchi. Dicono che lì si possa udire il mormorar delle stelle e le misteriose serenate di un vento innamorato al fremere di ondeggianti chiome, mi vedo già lì in silenzioso scrutare della mia anima e chissà se prima o poi, tra quell’armonico dialogare del creato , vi udirò la voce del creatore di tutto. Mi accompagna solo una piccola vanità, quando qualcuno scoprirà il mio corpo abbandonato dalla vita, mentre una lacrima righerà il suo volto dirà: “E’ il vecchio pellegrino”. Mi alzo ristorato dal cibo e dai pensieri e nell’assolata distesa, riprendo il viaggiare verso il mio sogno.

Vito

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“Il pellegrino” by Vito Montalbò is licensed under a

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19 Risposte

  1. …dopo aver salutato colui che accende il mattino è bellissima questa frase caro Vito,come è bello soffermarsi a leggerti,sei una persona splendida sono veramente orgoglioso di conoscerti seppur virtualmente ma,chissà forse un domani le distanze spariranno e sarò lietissimo di stringerti la mano.Buona serata Vito per te e famiglia
    Massimo

    21 luglio 2011 alle 17:23

  2. silvia in fondo al cuore

    Non finirò mai di dirlo caro Vito…..il tuo modo di scrivere è stupendo, bellissima! Ti auguro una buona serata, un abbraccio!

    21 luglio 2011 alle 17:54

  3. Sabrina

    Che emozione, non la ricordo, mi sa che non l’ avevo ancora letta!!
    E’ bellissima, bravo!
    E un po’ si adatta a questi giorni, il caldo stancante..(ma che và passando ;))..
    Un caro abbraccio, Sabry

    21 luglio 2011 alle 18:32

  4. buon giorno caro vito… che dire? bellissima questa poesia! C’è amore, speranza, fede!! Complimenti…
    Mi sento anch’io un pellegrino, un vento nomade!! Io mi considero una “zingara” nel senso che sono sempre lì con la valigia pronta.
    Nel mio breve percorso di vita ho avuto modo di incontrare e confrontarmi con culture e religioni diverse dalle nostre…. anch’io ho visto felicità e sorrisi ma anche tristezze…
    Grazie mille caro Vito!
    Buona giornata e buon weekend, finalmente venerdì!
    Marty

    22 luglio 2011 alle 05:12

  5. Il pellegrino in cerca di se stesso e di una risposta, in viaggio verso il sogno, suggerisce immagini bellissime, come quella che hai assemblato.
    Bravo come sempre Vito!
    Un pensiero al tuo bel mare, e un forte abbraccio a te e a Vincenza, nonchè ai tuoi ragazzi, immagino che anche tuo figlio abbia terminato gli esami: la mia ora è alle prese con il busillis delle facoltà universitarie, sta scegliendo.

    22 luglio 2011 alle 06:37

  6. Non avevo letto la prima versione, ma questa è estremamente bella.
    Permeata da sentimenti positivi.
    Anche a me piace molto l’immagine che hai assemblato.
    Ti auguro un piacevole fine settimana,
    Luciana

    22 luglio 2011 alle 07:18

  7. Bellissima, colma di sentimenti positivi. Si legge che è un vero piacere e ci si immerge nell’atmosfera che le parole creano.
    Bravissimo come sempre caro fratellone. Una vera meraviglia
    Un caro saluto e buon fine settimana a te e famiglia
    Ciao, Pat

    22 luglio 2011 alle 07:55

  8. lucetta

    Siamo tutti pellegrini in cammino verso COLUI CHE ACCENDE IL MATTINO. Questa frase mi ha colpita molto nel senso che poco pensiamo o lo facciamo distrattamente al SIGNORE da cui dipende l’essenziale della nostra vita. Inutile dirti che tu sei super come sempre nella tua prosa poetica.

    22 luglio 2011 alle 12:58

  9. Ciao Vito… buon week-end… Barbara!

    22 luglio 2011 alle 14:29

  10. Francesca

    In fondo quel solitario pellegrino siamo ognuno di noi! L’atmosfera (che riesci a creare con le tue parole) è da tempi lontani e remoti, un quadro d’autore antico, ma quanto sono attuali le emozioni e le riflessioni che suscita. Sai Vito, rimurginavo dentro me mentre leggevo: se il tutto fosse stato scritto con parole più “moderne”? Se riuscissi a trovare un po’ di tempo sereno proverei a fare una “traslazione”, così, per vedere che effetto fa…
    Perché in ogni epoca un pellegrino può dire…
    Mille storie di altrui vite hanno attraversato il mio errare, un quotidiano incrociare di gioie e dolori, temporaneità che intaccano inesorabilmente i momenti dell’esistere e a volte, l’uno lascia segni che l’altro non è in grado di cancellare.
    Buona serata a te, amico errante del web 🙂

    22 luglio 2011 alle 18:33

  11. Vito più post leggo e più aumenta la mia ammirazione, bellissimo bano e bell’immagine. Questo pellegrino stanco che parte alle prime luci dell’alba per affrontare il lungo difficile cammino della vita, mi somiglia…Con stima Lucia

    24 luglio 2011 alle 14:19

  12. Buon giorno poeta, chi se non tu?

    25 luglio 2011 alle 05:08

  13. Bellissimo questo brano, ricordo di averlo già letto, ma con nuovi ritocchi è ancora più intenso il raccontare della vita raminga che forse è quella di noi tutti anche se viviamo in una società che ci pianifica la vita. Bella anche la grafica ….rispecchia una grande solitudine e il deserto che puù diventare una città.
    Ti lascio un cordiale saluto

    26 luglio 2011 alle 19:55

  14. Piacere di conoscerti… Vito, ti leggo oggi per la prima volta e… ti seguirò… bello davvero…
    cla

    27 luglio 2011 alle 12:20

  15. Anche se lo avessi già letto, lo leggerei tante volte ancora: è un privilegio e quasi una voluttà avventurarsi negli scenari emozionali che di volta in volta ci regali col tuo modo articolato e prezioso di descrivere i mondi che vuoi raccontare. Vito, il tuo nominativo nel mio blog è inserito. A questo punto mi domando se ho effettuato l’operazione nel modo giusto. Fammi sapere. Buona serata 🙂

    27 luglio 2011 alle 15:08

  16. Buona estate e buone vacanze anche a te e alla tua famiglia.
    Arrivederci a presto.

    1 agosto 2011 alle 08:20

  17. massi64

    Sempre stupendeeeeeee…..
    un grandissimo abbraccio …

    5 agosto 2011 alle 19:53

  18. Buona domenica Vito sempre gentile e presente! Con amicizia lucia

    7 agosto 2011 alle 12:54

  19. Jonathan

    Mi vengono i brividiiiiiii… questo scritto sembra parlare in qualche modo di quello che vivo, e che ho vissuto… mi sono trovato ancora una volta immerso in esso!!! Le nostre anime … sopratutto in questo scritto… son simili… sono in completa armonia tra loro… e dal mio cuore non può ciungerti che un semplice grazie, per aver trasformato in parole ciò che spesso porto nel cuore! Con stima profonda Vincenzo

    8 agosto 2011 alle 10:41

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