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LO SCRIGNO DEL TEMPO

E’ doveroso da parte  mia, fare una premessa a questo racconto appena terminato di scrivere. Alcune settimane fa, nel blog dell’amica Aury, ho visto un video molto bello, nel quale compariva una splendida poesia: “il tempo che non c’è”, di una bravissima autrice: Jessica Mastroianni. Quella poesia mi colpì molto, è in particolare l’idea di uno scrigno del tempo, tanto che mentre la leggevo valutai subito l’ipotesi di scrivere un raccondo con questo tema. Vorrei ringraziare con tutto il cuore, l’amica Jessica per avermi permesso di prendere in prestito ed usare questa sua idea, per poter scrivere il mio racconto che spero piacerà. Grazie Jessica e ancora complimenti per la tua poesia.

 

 

 

 

Sempre assiso sul trono dei ricordi è il sorriso di lei, da quando, quel tardo meriggio d’estate, già intinto dei toni d’un tramonto che lambiva i confini d’una sera bagnata d’amaro pianto, l’ha vista avviarsi lungo il misterioso sentiero, che dalle valli della vita conduce via. Sa essere cinica la ragione, quando insinua motivi per non proseguir questo viaggio, mi sussurra che non potrò mai più rivederla, sia pure come spettatore di platea. Lei non comprende che qualsiasi istante di tempo trascorso, non può svanire, che ogni attimo di vita è intriso di una moltitudine di emozioni e una volta vissuto, va a riposare nello scrigno del tempo. Son già sette notti che il mio ristorar di membra è cullato dall’armonico vociar di canto di questo bosco che par senza fine, una musica che è perfetta sintesi della semplicità di note che sanno intaccar l’animo,
prima che l’udire e che costituisce, sin dagli albori di questo mondo, l’impercettibile,
quotidiano rinnovarsi di una ninna nanna ad un creato che luccica meraviglie, notti che han visto la falce della luna, divenir pallida signora che ora tondeggia tra un vagar di nubi, mentre d’argento inebria pendule foglie e file d’erba che attendon rugiade. A fatica, tra uno spiraglio lasciato dall’imperare del suo sorriso, si fa largo nella mente, il ricordo di quello strano vecchio, incontrato appena inoltrato tra il disordinato apparire dei primi alberi di questo regno di pace. Aveva fattezze da vagabondo, ma possedeva il dono di leggere il cuore e donar parole che parevano tisana per l’animo in tormento: “può apparir follia, questo tuo viaggiare, un percorrere labirinti ove vi è sol l’entrare, sappi che vi sono cose che amano mostrarsi solo a chi, di loro han certezza,  mentre agli altri fan dire, che sono i frutti di quella pianta nata dal seme
della fantasia, dimentichi ormai, che da piccoli ne erano abili coltivatori. Non aver paura di cercare lo scrigno del tempo, in te esiste la certezza del suo esserci e questo è motivo per bandir quel timore che la ragione infonde. Prosegui il tuo cammino in direzione dello zefiro leggiadro che ancor più dolce sa rendere la primavera, io vado incontro alla mia mèta, lì, nei pressi del tramonto, dove il volgere del dì, culla i primi vagiti della sera”.  Scorre sotto i miei passi, questo sentiero illuminato dallo sguardo del mattino nascente e da un caldo vento carico di malinconie, gli alberi, in sincrono bisbigliar di chiome, eseguono quell’antica melodia che pare un invito ad un silenzio, sempre più inascoltato, indispensabile chiave per udire se stessi. Quanto mistero sembra ammantare ogni cosa, il crepitar di foglie, certo non stona con i pigolanti richiami che si perdono nell’aria speziata di resine che s’appresta a divenir respiro, e il proiettar di discreti fasci di luce, è un identico raggio di sole che replica tante calde
carezze. E’ tornata la signora dei cieli a divenir falce e ancora prosegue il mio cammino, nutrito dallo stesso ricordo di un lontano sorriso. Celato da fitti arbusti, s’affaccia al mio guardare, un antro che s’apre nell’antica roccia, che ripida s’erge verso l’azzurro. Una strana forza mi spinge ad entrare. Seduto su sgabello di pietra, un vecchio con un leggero sorriso appena dipinto sul viso, mi guarda: “ti aspettavo”. Immerso in un vecchio saio, i suoi anni sembrano un enigma difficile da sciogliere e il suo mento è incorniciato da una candida barba, che lanosa scende come cascata di neve. Alzandosi, mi invita a seguirlo attraverso uno stretto percorso che termina in un’ampia caverna. La poca luce, che dall’alto pone barriera ad un buio che mesto accetta resa, alimenta il mio stupore, ormai apparentato con l’incredulità. Fluttuando
a mezz’aria, su di un altare di nuda pietra, un vortice di una oscurità mai vista, grande quanto basta da poter essere avvolto da un abbraccio, sembra pulsare mentre ruota su se stesso. Il vecchio interrompe lo strano silenzio: “Questo è quello che cercavi, lo scrigno del tempo, lì finiscono gli istanti appena trascorsi, ve ne sono tantissimi sparsi nell’universo e di enormi dimensioni, voi li chiamate buchi neri, ma sono la porta che condurrà al grande bagliore del primo istante, quando l’amore era una unica, immensa forza di inimmaginabile potenza. Il male che vi entra, viene purificato e convertito in amore e quando l’ultimo istante del tempo sarà vissuto, l’iniziale forza d’amore si sarà ricostituita, pronta a spandersi ancora una volta per le sterminate vie d’un vuoto in attesa d’essere ricolmato, quasi che il tutto, fosse un singolo respiro dell’eternità. Avresti voluto rivedere gli istanti trascorsi con lei, ma tu già li vedi, essi rimarranno sempre in te, pronti ad essere proiettati in qualsiasi momento, sullo schermo della tua mente. So che la morte reca dolore, quando essa si incontra con la vita, agisce con grande egoismo perché, mentre la vita dona tutta se stessa, lei regala solo dei ricordi, è la condizione della fisicità che riveste l’energia dell’amore. Quando giungerà il momento, la tua energia si fonderà con la sua e insieme ad innumerevoli altre, senza l’ostacolo del corpo, assaporerete l’inimmaginabile estasi della vera purezza. Ora va e non e rispondi sempre al suo sorriso, con il tuo”. Mentre odo queste parole, mi sembra di svanire nel nulla. Apro gli occhi e osservo la persiana invasa da sguardi di luce, sicuramente è stato tutto un sogno……… strano, le mie scarpe sono sporche di terra e di frammenti di foglie secche, ma, davvero è stato un sogno?

Vito, da una idea di Jessica Mastroianni.

Licenza Creative Commons
“Lo scrigno del tempo” by Vito Montalbò da una idea di Jessica Mastroianni is licensed under a

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Dal 2000 in base alla legge 248: “….tutti i testi che vengono pubblicati in internet sono automaticamente protetti dal diritto d’autore. L’art. 6 della legge 633/41 stabilisce che ogni opera appartiene , moralmente ed economicamente, a chi l’ha creata .. Pertanto e’ illegale (legge 22 aprile 1941, N° 633- legge 18 agosto 2000, N° 248, copiare, riprodurre ( anche in altri formati o supporti diversi), pubblicare parte di essi se non dietro esplicita autorizzazione.. La violazione di tali norme comporta sanzioni anche penali… “ L’autore scrivente: Vito Montalbò intende avvalersi di tale legge per eventuali furti di poesie, o starlci di esse, pubblicate
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29 Risposte

  1. silvia in fondo al cuore

    Bellissimo racconto caro Vito, il tuo stile e la tua eleganza nello scrivere sono ormai inconfondibili, ti auguro una buona serata, un caro saluto!

    6 giugno 2011 alle 18:31

  2. bellissimo.. non so cos’altro aggiungere.. è emozione allo stato puro.. grazie vito è stato bello leggerti.. con affettoo adriana

    6 giugno 2011 alle 20:09

  3. Un scrigno splendido fratellone, impossibile non emozionarsi quando si leggono le tue parole.
    Bellissimo, complimenti, è stupendo
    Ciao, Patrizia

    6 giugno 2011 alle 20:55

    • Grazie sorellina, buona serata.

      8 giugno 2011 alle 17:56

  4. Ciao carissimo !
    Voglio lasciarti 1 affettuoso saluto & 1 forte abbraccio, assieme alla rassicurazione ke non mi son scordata di te, amico mio, ma piuttosto è solo 1 mio periodo così, ma passerà, spero presto… ciao ciao da Fiore

    7 giugno 2011 alle 00:12

  5. Jonathan

    Caro Vito ancora una volta il tuo scrivere suscita in me emozioni forti e indescrivibili per certi versi… mi sono immerso nel tuo racconto, ero lì… ed è meraviglioso come ciò accade attraverso ciò che tu mi doni. Stupendo! Cosa dire… Grazie! Con affetto e sincera amicizia Jon.

    7 giugno 2011 alle 01:21

  6. Uno scritto splendido ed emozionante, come sempre.
    Grazie Vito per le tue parole, che siano versi o racconti, riesci sempre a tirare fuori le nostre emozioni.
    Buona giornata,
    Luciana

    7 giugno 2011 alle 06:31

  7. la vita e il suo grande mistero , bellissima poesia , complimenti davvero , un abbraccio e una splendida serata con amicizia Daniela

    7 giugno 2011 alle 15:04

  8. Ciao Vito… è sempre un piacere leggerti… anche se la mia presenza qui lascia a desiderare… Un abbraccio amico mio…
    Anna

    7 giugno 2011 alle 17:26

    • Grazie Anna, è un piacere risentirti.

      8 giugno 2011 alle 17:58

  9. Le mie poche righe ti hanno ispirato tutto ciò? E’ bellissimo questo tuo scritto Vito, le tue parole sono…così dolci e profonde.
    Io continuo a ringraziarti per aver apprezzato “quel tempo che non c’è” e averlo rafforzato creando qualcosa di così meraviglioso.
    Grazie grazie grazie! 🙂

    8 giugno 2011 alle 06:32

    • Grazie a te, sia per queste parole che per avermi permesso di usare la tua idea per scrivere questo racconto.
      Auguro a te e ai tuoi cari una buona serata, con amicizia, Vito

      8 giugno 2011 alle 17:55

  10. lucetta

    Super Vito!!!!! Mi soffermo su queste tue parole:”ogni attimo di vita è intriso di una moltitudine di emozioni e una volta vissuto, va a riposare nello scrigno del tempo.” Spesso apro quello scrigno ed allora i ricordi riemergono, quelli belli mi riempiono di dolcezza….i brutti non fanno più male e mi accorgo così che sono arrivata alla maturità…….che ho raggiunto quella serenità che ti permette di guardare tutto con occhi “buoni”. Ciao un caro saluto.

    8 giugno 2011 alle 20:47

    • Grazie Lucetta, è vero, l’esperienza a volte permette di guardae anche i ricordi non belli, solo con un velo di malinconia, anche perchè il dolore che li ha accompagnati quando erano realtà, nel tempo si è affievolito anche se una sua traccia resterà sempre. Le esperienza della vita sono come carta vetro che smussano le spigolature dell’animo…..
      Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

      10 giugno 2011 alle 14:59

  11. Mary

    Ciao Vito,dal blog di Jonathan sono passato al tuo,nn so’ come mi sono ritrovata nel tuo mondo,come anni addietro,quando c erano i vecchi blog liberi,ora c e’ una procedura che nn riesco a seguire,sono tantissimi mesi che nn entro in msn,piu’ volte mi hai detto che se avevo piacere potevo accedere,ma nn so’ come,jONATHAN ogni volta che scrive un articolo mi manda una e- mail e quindi accedo dalla posta,cmnq volevo farti i complimenti xche’ e’ sempre bello leggerti…..stupende parole che arrivano diritto al cuore. un abbraccio ed un sorriso Vito.

    10 giugno 2011 alle 12:23

  12. Ciao Mary, è una piacere risentirti, spero tutto bene, anche io non accedo mai alla chat di window live, spero di rileggerti ancora qui.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

    10 giugno 2011 alle 15:05

  13. Rebecca o semplicemente Pif

    Ciao Vito, io in questo periodo avevo tanto da fare, e quando trovi un attimo di tempo per pensare a te stessa è allora succede un altro problema che ti ostacola la vita. Sembra di cercare una scusa per la mia scarsa mancanza sia nel mio blog, ma anche nel tuo, non e voglio sembrare essere senza rispetto, ma succede a noi tutti di non essere più capace a stare a dietro di tutte le cose. Provo essere più presente e vorrei anche trovare l’amore per il Computer, ultimamente non mi regalava serenità anzi tutta la elettronica mi rendeva nervosa. Ora sto meglio e sono qui per darti una buona domenica ti abbraccio con sincera amicizia Rebecca
    Ps: Tornerà ad leggere…

    12 giugno 2011 alle 06:26

  14. Ciao Vito, splendido come sempre questo tuo racconto.Scusa la mia scarsa presenza, ma sono reduce dal matrimonio di mio figlio e ultimamente sono andata molto poco nei blog, ma mi farò perdonare in seguito. Un caro aaaaabbraccio, Maria

    13 giugno 2011 alle 10:01

  15. Complimenti carissimo Vito, meraviglioso questo racconto, in bilico fra sogno e realtà…cercare quello scrigno significa anche avere il coraggio di guardare dentro di noi. Leggerti è sempre un’emozione!
    Buona settimana

    14 giugno 2011 alle 14:10

  16. Sogni piu’ reali della realta .. realta che va oltre i sogni …
    a volte sono dimensioni che si intrecciano e noi le mattraversiamo col pensiero ..
    col sogno … con la dolcezza di una canzone la cui eco lontana ci riecheggia nel cuore …
    Un abbraccio .. e dolce notte … con l’augurio che il tuo scrigno del tempo sia pieno di ricordi luminosi e si arricchisca ogni giorno delle cose che ti rendono felice …

    14 giugno 2011 alle 22:00

  17. Sabrina

    Che bellissimo racconto..o attimo della tua vita!!! Io ci credo..esiste questo scrigno!!!
    E tu hai spiegato dov’ è!!! Sei grande e anche la tag è molto bella!
    Ringrazio Jessica Mastroianni anche io, per averti dato il la..
    Un forte abbraccio e scusa se arrivo solo ora..uff, non mi arrivano gli avvisi..
    Sabry

    18 giugno 2011 alle 12:53

  18. Mio Dio Vito, devo confessare che per me è stata una gioia imparare a fare dei video, aiutata molto dal carissimo amico Elio poi ho conosciuto Jessica, quasi per caso, quando ancora stavamo sullo spaceslive, è una ragazza veramente dolcissima e, anche io sai ho avuto il consenso suo a usare le sue poesie per i miei video, ne ho uno in mente anche ora, vorrei leggere una sua poesia solo che questa specie di malattia che mi ritrovo, mi carpisce la voce ogni tanto, no spesso, e sembro un pò ubriaca e dire che io son anche parecchio astemia e non bevo mai alcoolici hahahaha ma sai son anche un pochetto testarda e se decido una cosa poi voglio riuscire ad ogni costo quindi prima o poi lo farò. Vuol dire che se la mia voce non sarà tanto mmmmm mi scuserete.. Ma che il mio vide su una poesia di Jessica ti facesse desiderare di scrivere un così stupendo racconto non lo avrei mai pensato!! Complimentissimi però, sei grandissimo anche tu,l’ho letto due volte sai, come faccio di solito sulle poesie e i testi di Jessica e Marcello, suo compagno del blog “Sincronizza il battito”!!! certo non lo avrei mai pensato. Jessica quando la leggevo mi sembrava di essere io che scrivevo seeeeee ma quando mai!!! Ma mi ci trovavo dentro spesso ai suoi pensieri e questo fa capire che anche se lontani e in tempi così diversi forse viviamo poi quasi tutti gli stessi episodi di vita … Ti rinnovo i complimenti per ciò che sei riuscito a scrivere e ti mando tanti ASABS per questo fine settimana che ti auguro sia quello, che a volte chiamo … il fine settimana perfetto … Un abbraccio e un salutissimo anche per la tua Vincenza ASABS ASABS ASABS ..

    18 giugno 2011 alle 13:39

  19. Ringrazio tanto Mariaurora e Sabrina per la dolcezza con cui parlano di me ogni volta. E OVVIAMENTE ringrazio ancora una volta te, augurandoti buona giornata!

    Ciao,
    Jessica

    24 giugno 2011 alle 10:18

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