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IL CONTADINO

 
 
Ho dedicato questo mio scritto, al mestiere del contadino, che è stato di mio padre.
la visione, è quella del contadino di tanti anni fa, quando ancora la tecnologia non veniva
ancora in suo aiuto.
 
 
 

 
 
Colpisce con forza di titano, l’impietoso astro, che sin dagli inizi, dona il suo
calore. Non razionale il suo abbraccio, ma spesso, complice il terso turchino
arrovella le vite di chi, domando la tenacia di sfidanti zolle, da esse trae la vita,
a nutrimento di altre vite. Odiate arsure, sono oggetto di preghiera, struggenti
voci, che con la forza di silenziose rabbie mai sopite, salgono in alto, ad alimentare
speranze, sguardi rivolti al cielo, fautori di adombramenti che profettizzano una
imminente pioggia, panacea di una sete, che è tormento da sempre.
Amico di tante albe, rinnova il quotidiano con vecchie abitudini, mentre, il rosso
spettatore, che ha visto da levante il suo sorgere, lo trova già fra la sua terra,
pronto all’intimo dialogo, fatto non di parole, ma di gesti che sono consuetudine,
affinità legate allo scorrere delle stagioni.
Quanti solchi ha scavato nella sua vita, piccole alcove pronte ad accogliere semi,
che sono fonte di vita dormiente, che verrà destata dalla simbiosi con il fertile
manto. Intimo amico della fatica, sua esigente compagna, china multiple riverenze,
fino a quanto, in breve pausa, inarca la sua schiena, sorretta, a sostegno di un
incurante dolore, da mani ormai avvezze a dure callosità.
Continue stille, che imperlano la sua fronte, in multipli effetti di luce riflessa, 
cadono sull’assetata terra, quasi a voler, in estremo atto di pietà, supplire a
quell’acqua che dal ciel s’attende.
Quando la sfera di fuoco, la cui vista, sguardo non regge, infierisce con dardi in
verticale, lo stanco contadino, si abbandona seduto, in temporanea ombra, che un
possente, vecchio e generoso ulivo, offre da secoli, fiero di una chioma, sensibile
ad ogni alito che natura sussurra.
Mentre insidia un frugale pasto, con pensieri assorti, filosofeggia su di una vita molto
dura, che ad addomesticare, spesso non si riesce.
Rivolge lo sguardo al campo, per poi donarlo all’alto, nella speranza di una visione di
nubi a celar l’orizzonte. E’ l’ora di un saluto all’ombra amica, e riprendere il discorso
con l’assolata terra, i soliti gesti, e se qualche frase gli dovesse sfuggire, non è lucida
follia, ma profondo rispetto verso chi ritiene essere, non solo una inanimata distesa.
L’approssimarsi del crepuscolo, con le sue ipnotiche striature che incantano il
guardare, lo vede sulla via di uno spossato ritorno, verso affetti in attesa.
Sereni sorrisi si fondono con il suo, avverte il loro calore che, con taumaturgico
potere, rinfranca le membra, mentre il fuoco scoppietta e la tavola è in attesa di vuoti
da apparecchiare. il tepore della minestra, e la fragranza di un tozzo di pane,
contagiano allegrie, mentre fuori, stagliata nel cielo scuro, la tondeggiante luna è
attraversata da nubi in lento cammino.
Forse è giunto il momento che la lunga sete verrà placata.
 
 
Vito
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33 Risposte

  1. mamylella

    SEI UN GRANDE……………………MI HAI COMMASSA……SEI STATO ECCELLENTE SCRITTORE……………….POESIA BELLISSIMA……QUANTO AMORE SPRIGIONA…QUANTI GESTI NON PIU\’ VIVI………QUANTI RICORDI INDISTRUTTIBILI PORTI DENTRO DI TE…..DESCRIZIONE SERIA, MINUZIOSA, SENSIBILE E VERA………..BRAVO……………..UN SALUTO AFFETTUOSO……………MAMYLELLAPS: MIO PADRE INVECE DAL FRUTTO DELLA TERRA PIU\’ GRANDE FACEVA IL PANE……….E CHE PROFUMO QUANDO LO SFORNAVA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    2 gennaio 2009 alle 13:45

  2. Rosanna

    Stupenda descrizione di questa nobile cultura che ho sempre ammirata ed apprezzata per la semplicita\’, per la genuinita\’, per l\’umilta\’, per il duro lavoro che comportava. Se fosse rimasto tutto com\’era un tempo! Buon pomeriggio Vito, un abbraccio con amicizia!

    2 gennaio 2009 alle 13:53

  3. Armonia

    Quella filosofia di una vita vera. Quella filosofia naturale di una conoscenza vera della Vita…Un quadro eccezionale hai saputo scrivere nel raccontare un mestiere che non esiste più, nel raccontare di uomini che hanno allevato e cresciuto altri uomini come te, con saldi valori…… in quella sua giornata il contadino ha saputo conservare dentro di sè tutte le meraviglie della natura…Buon Tuttoin Armonia

    2 gennaio 2009 alle 14:19

  4. Patrizia M

    Anche mio padre era contadino, ora in pensione, e quanta fatica ha fattoLe tue parole descrivono in maniera stupenda questo mestiere duro ecome era vissuto da chi lo faceva. Sempre splendido leggere quello che scrivi,hai la capacità di affascinare e far vivere con le tue parole quanto descrivi.Ciao fratellone, di nuovo auguri per un sereno annoUn abbraccio da Patrizia

    2 gennaio 2009 alle 14:31

  5. mali e lino

    Grazie Vito!!!!! Stupendo racconto!!!!Le tue parole mi hanno portata indietro alla mia infanzia!!!I miei nonni erano pure loro contadini!!!!Bei ricordi che porto dentro di me come un vero tesoro!!!!Un abbraccio con vera amicizia Marisa

    2 gennaio 2009 alle 14:36

  6. Ladyfor

    Mio nonno era un pescatore, anche lui sudava in mezzo al mare quando buttava le reti per poi ripescarle.Tutti lavori belli e nobili che gratificavano molto e che ogggi vanno scomparendo.Complimenti come al solito, per averci trasportato in questa magica scena.E…buon anno nuovo:

    2 gennaio 2009 alle 14:44

  7. Lucilla

    BELLISSIMOOOOOOOOOOOOOO Sai scrivereeee davvero molto beneeeeeeeeeeeAuguroniiiii ancora a te e famigliaaaaaa di ogni beneeeeeuna card http://www.riversongs.com/holidaycards/big_newyear.htmlciaooooooooooo auguroniiiiiiiiiiiiiii

    2 gennaio 2009 alle 16:34

  8. ... AryA

    Io purtroppo appartengo alla quella che si può definire nuova generazione.Questo scritto è meraviglioso. Si sente l\’amore che una volta il contadino dava alla terra, mentre oggi viene vista come una proprietà per far soldi. I miei nonni erano tutti e due dei contadini, e quello che non c\’è più lo era + dell\’altro, ma a quei tempi sì che c\’era il vero sapore della vita.Io dico sempre che il mondo oggi si è rovinato, e che se ci fosse una macchina del tempo e una possibilità di tornare indietro, io lo farei.Complimenti anora per questa bellissima opera. Un saluto. Dama Idryal Undomiel

    2 gennaio 2009 alle 16:35

  9. Cassy........

    Capolavori creati con le mani…, la forza, la volontà, i lavori perfetti…da quelle mani tutto quello che nasceva era un\’opera d\’arte…..contadino, ciabattino, fabbro, carpentiere, panettiere……….il valore del lavoro, prima di quello del denaro.BELLISSIMA VITO

    2 gennaio 2009 alle 16:45

  10. ஜRosa

    sempre unico ed emozionante ..i tuoi anche sn capolavori… buon sangue nn mente

    2 gennaio 2009 alle 18:16

  11. patry

    …e mi torna in mente…mio nonno con la vanga in mano…e quanto sudore x la terra!!!…e quanto la amava…..vorrei tornare bambina e riassaporare quelle giornate….che bello il tuo scritto vito…un abbraccio

    2 gennaio 2009 alle 19:57

  12. Patrizia

    La semplicità delle cose e dei gesti genuini che rimangono per sempre….Baciotti e buon anno caro amico!

    2 gennaio 2009 alle 20:03

  13. lucetta

    Leggendo ho ripensato alla mia infanzia ed alle vacanze estive che spesso trascorrevo in casa di parenti contadini per imparare, diceva mio padre, ad essere forte e furba come dei miei cuginetti che già all\’età di 5 anni portavano le pecore a pascolare verso le 4 del mattino e si arrampicavano scalzi sugli alberi. Io li seguivo e li invidiavo ma…..piangevo.Per me che venivo dalla città era una vita dura e solo da grande l\’ ho capita ed apprezzata. Grazie Vito che con questo scritto mi hai mostrato anche il lato poetico di quella vita. Lucetta

    2 gennaio 2009 alle 20:24

  14. Paola

    Anche mio suocero era contadino. Aveva una bella azienda, ma quando era più giovane ha faticato e sofferto parecchio. Mio marito mi ha raccontato tante cose che ho riscontrato affini nel tuo post….Ora quelle fatiche sembrano insostenibili per cui la tecnologia supporta tutto, prima invece c\’era il binomio che tu hai così bene descritto: uomo e natura; il tramite: mani forti e callose. Prendo l\’occasione per rinnovarti i più cari auguri di buon anno. Ciao amico carissimo!

    2 gennaio 2009 alle 23:35

  15. Stephan

    Bellissima storia bellissima dedica per un mestiere ormai in estinzione….poi io essendo abitante di una città ne vedo sempre meno :-(…..Sopravvisuto alle mangiate di questi giorni?? una serena notte ed un fantastico week-end ciaooooooooooo

    3 gennaio 2009 alle 00:33

  16. Katia

    Molto bella questa visione del contadino…….un mestiere d\’oro…..fatto con sudore ,umiltà e amoreLeggendo la tua descrizione con grande commozione e nostalgia mi fai riciordare il mio babboun uomo saggio e grande lavoratore ke ogni mattina si alzava all\’alba x andare in campagnae tornava la sera,a pranzo mangiava un tozzo di pane con una frutta…..un abbraccio e un buon fine settimanacon sincera amicizia katia

    3 gennaio 2009 alle 00:45

  17. giuseppe

    ciao vito anche i miei nonni mio padre eranograndi lavoratori in mare come anhe io ero pescatore dopo che mi sposai sono ritornato nuovamente in mare lavoro sempre fuori sempre in mezzo al mare sule navi mercantili siamo compaesani io la mia cita la conosci bene monopoli siamo vicini di casa i ricordi dei nostri cari rimmaranno sempre nei nostri cuori questo e lla cosa che noi tutti ci conserviamo un ricordo dentro di noi ci fa ritornare indietro di molti anni ciao vito a presto e grazie

    3 gennaio 2009 alle 13:08

  18. Enrico

    Mi piace come scrivi.è stato piacevole leggerti :)Ciao,Enrico

    3 gennaio 2009 alle 15:57

  19. Franky

    Come sempre caro Vito la padronanza e la maestria con cui riesci a descrivere certe situazioni,fan si che chi legge rimane permeato…e sembra proprio di esserci….grazie,è sempre veramente un grande piacere!!!!!Ciao.

    3 gennaio 2009 alle 16:07

  20. butterfly

    ciao vito…come và????la bimba di angela sta bene…ha imparato anche a sciare… …..comedicevi tu…l\’anno è iniziato serenamente….speriamo bene…ti mando un caloroso abbraccio…con affetto viki……

    3 gennaio 2009 alle 18:53

  21. • Sweet Angy •

    Magia come sempre…c\’è il cuore in ogni cosa che scrivi,n ogni colore, in ogni profumo che sgorga a fiumi dai tuoi scritti…ti adoro lo sai? E si…lo sai, perchè in te ritrovo ogni giorno una persona speciale,che la vita un giorno mi ha voluto dare in dono.Sono molto più serena, grazie Vito…tornerò molto presto come prima…Ti abbraccioAngy

    3 gennaio 2009 alle 20:10

  22. ♥ ღ ♥ Mikì ♥ ღ ♥

    Dalle mie parti ci sono ancora uomini che conducono questo tipo di mestiere, si vedono anche vecchietti affezionati alla loro bici con la quale vanno a lavorare la propria terra svegliandosi al\’alba, quando li guardo mi chiedo come fanno ad affrontare il tutto…

    3 gennaio 2009 alle 20:46

  23. Miki

    ciao ciaograzie che leggi sempre i miei postun bacione grandebuon annomichela

    4 gennaio 2009 alle 13:30

  24. .....................

    Caro Vito, auguri di cuore, che 2009 sia per te e la tua famiglia, un anno meraviglioso, auguri, pace, salute e tanto amore per voi. Grazie mille per i tuoi auguri, scusami se solo oggi ricambio. Finite le ferie, si torna a casa, a lavorare, e si ritrovano anche i cari amici del blog. Spero che avete passato bellissime feste. I miei nonni erano contadini. Mi ricordo quando ero bambina di essere andata spesso con loro, mi piaceva il profume della terra, mi piaceva tutto tanto che c\’è stato un periodo della mia vita in cui ho avuto voglia di vivere in una trattoria, di vivere anche io lavorando la terra e circondata da animali. Si hai descritto perfettamente, che quadro bellissimo. Grazie, mi hai fatto tornare indietro con il tempo. Erano felice Vito, anche se la vita era dura, ma erano felici. Conoscevano l\’altruismo, condividevano il pezzo di pane, il bicchieere di latte, tutto. "AMICO DI TANTE ALBE, AMICO INTIMO DELLA FATICA", splendide parole, mi hanno colpita, sono verissime, conoscevano ogni alba, e la fatica non la temevano anzi. Complimenti Vito, i tuoi interventi sono sempre molto sensibili e belli. Un abbraccio, rinovo i miei auguri per il 2009.

    5 gennaio 2009 alle 14:39

  25. VαlчŠтчlє

    Anche se un pò in ritardo, voglio cmq augurarti un Nuovo anno di Felicità e Sorrisi Siceri!Con affetto, ValyStyle

    5 gennaio 2009 alle 19:12

  26. Giorgio

    Carissimo Vito voglio farti conoscere una poesia recitata da me in un recital di poesie, espressamente in vernacolo dal titolo : u scogghiri, cioè <lo spigolare>Lu scrusciu ri n’carrittuluvulissi sulu sintìri, / pi turnàriannarìeri e anzàpurari ancora lu tiempu anticu ri cuànnu i gghéntia punta r’àriva si susievunue priparavunu tutti li bacattiellipì putiri partìri pì n’paisi ca tannuera luntanu comu l’America…/Era lu tiempu ri lu scogghiri./Lu viagghiu era luognu e pisanti.Lu suli cucìa e spaccava macari li petri,ma accussì si campava e accussì si pinzàvaa la farina ‘ pì l’annata./Si sapia cuànnu si partia ma mai cuànnu si turnava./A rispirazioni era tanta ma li sintimienti avieunu nu valuri ranni…L’amicizia puoi avìaciù valuri r’ogni ricchìzza./N’tuozzu ri pani e quattru arrìsatie tutti ansiemi a travagghiari./Nùddu mai si lamintava nùddu mai si risparmiava./Era gghiùgnu ca fauci n’to pugnun’misi comu all’àutri…Nun si canuscievunu divirtìmienti rannise nun sulu li schierzi saniri gghènti filici ri campari./Tra lu ràgghiu ri nu mulue spichi r’oru r’arricogghirischierzi e canti pupulari./Lu ragghiari ri stu muluvulissi sentiri iu macaripi putìri assapurarili mumienti antichi ri dda storiaca sientu sulu n’ta li cuntiri ddì povìri vicciuzzic’anu tantu ri cuntari,ca mi fanu tinnirìzzae mi inciunu lu còriri gghioia ranni e cuntintizza./Chista è storia nunn’è canzuni…Chista è ‘ a storia ri ddi gghientica ‘pi n’tuozzu ri panuzzutravagghiavunu notti e juornu.Lu sururi sempri ittavunusenza mai lamintarisisenza mai risparmiarisi…/Era lu tiempu ri lu scogghiri…Ora è tiempu ri siminari…Ciercu sèmpri ri ciantarili riuordi chiddi antichin’te pinzieri re mà figghi./Chista è storia nunn’è canzuni.

    5 gennaio 2009 alle 21:54

  27. Scent of RoseღCuoreprofondo's Art

    Hai saputo trasformare l\’esistenza di un lavoro duro in magica poesia…..Complimenti Vito!Molte persone dovrebbero capire la vera fatica qual\’è e quali soddisfazioni si ricavano dall\’ottenere attraverso i sacrifici, i frutti del proprio lavoro. Poi….bellissima l\’atmosfera del ritorno a casa…si è vero,ci si accontentava di pco. Oggi parecchi della mia età,hanno tutto e non sanno apprezzare nulla,invece in passato anche con un solo pezzo di pane,si viveva in armonia e più felici.Che bello questo racconto,davvero molto bello,ne sarà fiero il tuo papà. :)Un bacio,Marianna

    7 gennaio 2009 alle 14:33

  28. Sabrina

    Che meraviglia..sembra di essere in campagna col tuo papà!Complimenti come sempre!!Buona serata, Sabry

    7 gennaio 2009 alle 15:17

  29. ♪♫Angelica

    molto belle le parole che hai usato per descrivere un lavoro faticoso al quale non sempre viene data l\’importanza che ancora oggi merita.Sublime la descrizione…..sembra di esserci davvero in un simile scenario.Complimenti!!!Un abbraccio*Angelic@*

    7 gennaio 2009 alle 18:43

  30. Nemesis

    Che bello questo racconto….mentre leggevo mi sembrava di essere in campagna e sentire il fresco profumo di terra.Complimenti Vito, sono senza parole…un post meraviglioso.Ti abbraccio con affettoLa Perla del Mare

    7 gennaio 2009 alle 18:51

  31. pina

    STORIA VERA MA MOLTO BELLAMI SEMBRA DI STARE IN CAMPAGNA DOVE TUTO E\’ GENUITA\’.UN ABBRACCIO FORTE PINA

    7 gennaio 2009 alle 19:52

  32. Jonathan

    Ciao Vito scusa per la lunga assenza! Spero che il tuo anno sia iniziato nel migliore dei modi…Mi piace molto guardare con i tuoi occhi… e quello che ho letto qui mi ha fatto tornare molti ricordi da bambino alla mente…non di mio padrema di mio zio… che chiamavo papà… :)beh grazie pavermi ricordato una persona che ho amato e che amo!!!Un abbraccioJonathan

    9 gennaio 2009 alle 14:30

  33. la carla fracci della

    bella immagine Vito, mi fa tornare indietro negli anni, mi sembra di sentire i racconti di mia madre, che aveva origini contadine, ma che, come tutti i contadini, oltre al cervello fino avevano anche l\’animo nobile, cosi\’ nobile che i "poveri"cittadini non potevano capire ti assicuro!oggi che con il mio compagno ho imparato ad amare la terra, sento che dentro mi viene su l\’anima contadina di mia madre, perche\’ quando lo aiuto nel piccolo orto che abbiamo, mi sento a casa, e si lavora ancora cosi\’ come tiu descrivi sai?un saluto caro Vito con affetto, e scusami se manco da un po\’, ma ci sono tante cose che mi occupano la giornata e la mente attualmente, quindi poco pc.

    9 gennaio 2009 alle 21:36

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